Roma, 14 mar. (Adnkronos) - "Sono bastati un nome e poche semplici parole per mostrare a Roma e al mondo il nuovo successore dell'apostolo Pietro, che ha soffiato via settimane di pronostici tanto numerosi quanto evidentemente infondati. E ancora una volta la Chiesa cattolica, attraverso un collegio elettorale esemplarmente responsabile, si e' dimostrata capace di una scelta che entra nella storia per la sua coraggiosa novita'". Lo scrive in un editoriale il direttore dell'Osservatore Romano, Gian Maria Vian. "Dopo tredici secoli (dal tempo cioe' di Gregorio III e dei suoi predecessori provenienti dalla Siria) - prosegue il direttore - e' stato infatti eletto per Roma un vescovo che non viene dal Continente europeo. Ma c'e' di piu': per la prima volta il Papa giunge dall'America e dalla Compagnia di Gesu', l'ordine religioso fondato da Ignazio di Loyola all'alba dell'eta' moderna per aderire alla radicalita' di Cristo". Sulla scelta del nome Francesco, "decisione anch'essa senza precedenti nella storia delle successioni papali", Vian sottolinea: "Nome simbolicamente cosi' evocativo da ricorrere singolarmente negli auspici e nelle speranze di moltissime persone, cattoliche ma in parte anche non appartenenti in modo visibile alla Chiesa: rivelando speranze e desideri che molto dicono di cio' che si attende da quanti professano la fede in Cristo. E questo si e' capito da una piazza San Pietro battuta da una pioggia fredda eppure stracolma per l'attesa, cosi' come piu' tardi da molti titoli e commenti mediatici". E ancora: "E' stato Giovanni Paolo II, seguito in questo dal suo successore, a improvvisare alcune parole subito dopo il tradizionale annuncio dell'elezione. Ma per primo - osserva - Papa Francesco ha pregato in modo nuovo: per Benedetto XVI 'perche' il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca', recitando il Padre nostro, l'Avemaria e il Gloria al Padre, mentre inedita e sconvolgente e' stata la richiesta di preghiera in silenzio al popolo per invocare la benedizione di Dio sul suo vescovo. Cosi' il silenzio quasi irreale sceso sulla folla prima della solenne benedizione e' stato l'unica eco delle parole antiche e nuove pronunciate da Papa Francesco. A segnare il cammino della sua Chiesa, che presiede nella carita' tutte le altre, secondo l'espressione del martire Ignazio, vescovo di Antiochia. Un cammino di fratellanza, amore e fiducia aperto a tutti gli uomini e le donne di buona volonta'. Che il nuovo vescovo di Roma ha benedetto".