Roma, 15 mar. (Adnkronos) - "Non crediamo che l'amnistia, da sola, possa risolvere le criticita' del settore carceri. Quello che serve sono vere riforme strutturali sull'esecuzione della pena". Lo ha affermato Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe). "L'amministrazione penitenziaria sembra vivere in una realta' virtuale e non si rende evidentemente conto della drammaticita' del momento", ha sostenuto Capece. "In Piemonte la situazione carceraria e' particolarmente critica - ha rimarcato il segretario del Sappe - Attualmente i 13 penitenziari piemontesi ospitano oltre 5.000 detenuti a fronte di una capienza regolamentare delle strutture pari a poco piu' di 3.500 posti". Capece si e' soffermato particolarmente sui dati: "Quasi il 60% dei detenuti presenti sono stranieri e nelle carceri lavorano, complessivamente, circa 2.850 poliziotti rispetto ai 3.700 previsti". "In carcere quello che manca e' il lavoro che dovrebbe coinvolgere tutti i detenuti dando quindi anche un senso alla pena - ha puntualizzato Capece - Invece la stragrande maggioranza dei ristretti rimane in cella 20 ore al giorno, nell'ozio assoluto". "Le carceri restano invivibili, per chi e' detenuto e per chi ci lavora, ne' la vigilanza dinamica,voluta dai vertici dell'amministrazione penitenziaria, ha migliorato la situazione".