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Il Papa: "La misericordia cambia il mondo". E saluta augurando 'buon pranzo'

domenica 17 marzo 2013

3' di lettura

Città del Vaticano, 17 mar. (Adnkronos/Ign) - Una piazza San Pietro stracolma ha accolto il primo Angelus di Papa Francesco. "Fratelli e sorelle, buongiorno", ha detto il Pontefice affacciandosi dalla finestra del palazzo apostolico per salutare - così come accaduto la sera della sua elezione ("buonasera!") - la folla di fedeli. "Oggi posso rivolgere di nuovo il mio saluto a tutti nel giorno del signore. E' importante per noi cristiani incontrarci di domenica, salutarci ora qui nella piazza, una piazza che grazie ai media ha la dimensione del mondo". Come nella messa celebrata in mattinata nella chiesa di Sant'Anna, il cuore del suo discorso è la misericordia. Papa Francesco cita il libro del cardinale Kasper ("Ma non voglio fare pubblicità ai libri dei cardinali...", ha detto scherzosamente). Si intitola 'Misericordia - Concetto fondamentale del vangelo - Chiave della vita cristiana' di Walter Kasper - Queriniana editori. "Abbiamo bisogno di capire bene la misericordia di Dio", ha affermato. "Dio è un Padre misericordioso che ha tanta pazienza e mai si stanca di perdonarci, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono", ha ribadito. "Se il Signore non perdonasse tutto il mondo, non esisterebbe", ha ricordato sottolineando che "il volto di Dio è quello di un padre misericordioso e paziente". "Un po' di misericordia - ha continuato - cambia il mondo, rende il mondo meno freddo e più giusto". Il Pontefice, che è stato accolto da un boato, ha poi spiegato: "Ho scelto il nome del patrono d'Italia, Francesco d'Assisi, e ciò rafforza il mio legame spirituale con questa terra dove sapete ci sono le origini della mia famiglia". Infine ha salutato i pellegrini, invitandoli a pregare per lui, ma, contrariamente al solito, non lo ha fatto nelle altre lingue. "Saluto tutti voi - ha detto - Rinnovo l'abbraccio ai fedeli di Roma, lo estendo a tutti voi che venite da tutte le parti del mondo, come a quelli che sono uniti a noi grazie ai mezzi di comunicazione". E ha concluso: "Buona domenica e buon pranzo". Prima della preghiera delle 12 Bergoglio ha celebrato la sua prima messa da Papa aperta ai fedeli nella chiesa di Sant'Anna all'interno delle mura vaticane. Nell'omelia il Pontefice è tornato a ribadire la centralità della misericordia di Dio. "Per me, lo dico umilmente, il messaggio più forte del Signore". "Lo ha detto Lui stesso, non sono venuto per i giusti, sono venuto per i peccatori", ha aggiunto, commentando il brano del Vangelo del perdono di Gesù all'adultera. "Non è facile accogliere la misericordia del Signore perché è un abisso incomprensibile", dice ancora Papa Francesco. "Il Signore non si stanca mai di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere il perdono. Chiediamogli la grazia di non stancarci di chiedere perdono". "Anche noi credo siamo questo popolo, che da una parte vuole sentire Gesù - sottolinea - dall'altra ci piace bastonare gli altri, e condannarli". Quindi, conclusa la celebrazione eucaristica, come un parroco che attende fuori dalla chiesa i suoi fedeli per salutarli al termine della messa domenicale, cosi papa Francesco si è fermato per salutare uno a uno i suoi 'parrocchiani'. Strette di mano, sorrisi, baci sulla guancia e carezze per i bambini verso i quali è lui stesso a chinarsi. Tra i fedeli che Papa Francesco si è fermato a salutare c'era anche Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, la giovane scomparsa nel 1983. Pietro Orlandi non ha mai smesso di chiedere verità sulla scomparsa della ragazza, cittadina vaticana e, questa mattina, ha approfittato dell'occasione per parlare con il Pontefice, probabilmente chiedendogli di interessarsi al caso della sorella.

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