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Mostre: a Treviso le 'Magie dell'India' fanno rivivere l'epoca dei Maharaja

domenica 29 settembre 2013

2' di lettura

Roma, 23 set. - (Adnkronos) - Lo scrittore veronese Emilio Salga'ri scrisse i suoi piu' celebri romanzi dedicati all'affascinate Continente Indiano senza mai lasciare l'Italia. La stessa opportunita' viene ora offerta ai visitatori della mostra 'Magie dell'India. Dal Tempio alla Corte, capolavori d'arte indiana' che, dal 26 ottobre al 31 maggio 2014 alla Casa dei Carraresi di Treviso, potranno immergersi nel mondo magico dell'India, godendo di una rassegna di opere d'arte, per la prima volta in Italia, che spazia dal II millennio a.C. all'epoca dei Maharaja . Elementi architettonici, miniature, fotografie d'epoca, oggetti di uso rituale e quotidiano, costumi, tessuti, gioielli, accanto a statue e bassorilievi provenienti da importanti collezioni museali e private, sono stati collocati in un adeguato contesto scenografico che ne ricrea gli ambienti originari. Il percorso espositivo, frutto del lavoro del comitato scientifico coordinato da Adriano Ma'daro e composto da Marilia Albanese, indologa d'ampia formazione e da Renzo Freschi, esperto d'arte indiana, insieme agli architetti Marco Sala e Giovanna Colombo, intende ricostruire le tappe salienti della civilta' indiana attraverso due filoni principali che hanno come centro focale rispettivamente il Tempio e la Corte: 'L'arte nell'India Classica' e 'L'india dei Maharaja'. Due poli, quello del Tempio e quello della Corte, che sfuggono al dualismo tipicamente occidentale tra sacro e profano e che nella cultura indiana non sono in alcun modo in contraddizione. Il cerimoniale dei templi e' simile a quello del palazzo e la figura del re e' ammantata di sacralita' tanto da renderla divina. La saggezza tradizionale indiana, affinche' l'esistenza umana sia significativa e armonica, impone l'impegno etico, ma anche il perseguimento del piacere; sostiene la frugalita', ma non svalorizza la ricchezza; incita al distacco, ma legittima la conquista del potere. Benche' il fine ultimo in buona parte della cultura indiana -ma non in tutta- sia la liberazione e il trascendimento del mondo doloroso e finito, la vita e i suoi istanti preziosi sono ampiamente celebrati, soprattutto nell'arte. (segue)

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