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Mafia: pm trattativa, Napolitano deponga al processo/Il Punto (3)

domenica 29 settembre 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - E ancora: "Sul piano professionale e' un'esperienza che faccio con grande stimolo", dice. "Io vengo da pm e questo puo' essermi d'aiuto". E a chi gli chiede cosa rispondera' a chi lo critichera' dice: "Le polemiche accompagnano la mia vita, ma non mi interessano. In fondo e' lo stesso banco e lo scopo e' lo stesso: il pubblico ministero, la parte pubblica e i danneggiati, cioe' la parte civile che hanno lo stesso obiettivo, cioe' l'accertamento della verita'. Sono orgoglioso e lusingato di potere svolgere questo ruolo per quei cittadini e i familiari delle vittime che hanno diritto alla verita"'. A chi gli chiede se oggi prova nostalgia replica: "No, c'e' orgoglio per la storia passata e motivazioni in piu' per andare avanti sulla stessa strada". Dice ancora di "essere contento di partecipare a questo processo". "Dico la verita' - dice - una delle cose che piu' mi mancava in questi mesi era il contato con questo processo". I pm della procura di Palermo, nel corso della relazione introduttiva hanno ribadito con forza che "intendo dimostrare che il dialogo occulto tra parti delle istituzioni e i vertici di Cosa nostra prosegui' anche dopo la strage di via D'Amelio del luglio del '92, dopo l'arresto di di Vito Ciancimino del dicembre dello stesso anno e dell'arresto del boss Toto' Riina avvenuto nel gennaio del 1993". "Questo dialogo occulto prosegui' anche attraverso durissime missive ricattatorie, la piu' importante delle quali ad opera di sedicenti pareenti di detenuti per mafia - ha proseguito Di Matteo - La minaccia prosegui' con l'attentato di Roma che coinvolse anche Maurizio Costanzo, l'attentato di via dei Georgofili del maggio '93 e gli attentati di Milano e Roma per intimidire ulteriormente le istituzioni per attenuare il trattamento pentitenziario dei detenuti piu' pericolosi". "Intendiamo dimostrare - ha detto ancora Di Matteo - come ci siano stati inequivocabili segnali di cedimento di soggetti per il trattamento penitenziario". E ha parlato della mancata proroga di 334 decreti di carcere duro, il cosiddetto 41 bis, per altrettanti mafiosi. (segue)

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