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Staminali: scienziati a congresso Ass. Coscioni, fermare metodo Stamina

domenica 29 settembre 2013

2' di lettura

Milano, 28 set. (Adnkronos Salute) - Il metodo Stamina non ha basi scientifiche e non puo' essere praticato nell'ambito dell'ambito del Servizio sanitario nazionale. Lo hanno ribadito oggi a Orvieto, in occasione del X Congresso dell'Associazione Luca Coscioni, diversi scienziati che gia' nei mesi scorsi si sono schierati contro la tecnica proposta da Stamina Foundation a pazienti con gravi patologie neurologiche. Fra gli altri, sono intervenuti il Silvio Garattini (Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano), Michele De Luca (Centro di medicina rigenerativa 'Stefano Ferrari' di Modena), Paolo Bianco (universita' Sapienza di Roma), Giulio Cossu (co-presidente Associazione Coscioni) e Gilberto Corbellini (consigliere generale dell'Associazione). Al fine di valutare il protocollo presentato da Stamina per la sperimentazione prevista sul metodo, "il ministero della Salute ha nominato un comitato di esperti con l'intenzione di dare la parola alla scienza - ricorda Bianco all'Adnkronos Salute - La scienza la sua parola l'ha data, ora la deve dare la politica prendendo atto di cio' che la commissione di esperti ha concluso" bocciando metodo e protocollo. Ma oltre a non far partire la sperimentazione, "andrebbe proprio vietato l'uso all'interno del Ssn di qualcosa che non e' una terapia, ne' tanto una terapia con staminali. L'Italia e' un Paese con un Servizio sanitario nazionale che da' terapie, e se questa non lo e' allora deve uscire dal Ssn", incalza Bianco. "A chi va parlando di liberta' di cura - precisa - dico che ognuno e' libero di curarsi come crede, anche con l'olio di serpente, ma 'nel salotto di casa sua' e non i soldi pubblici". Quanto alle sentenze di tribunale a favore dei genitori di bimbi malati che chiedono di poter proseguire le infusioni Stamina agli Spedali Civili di Brescia, "gli strumenti per bloccare i tribunali" su questo fronte "esistono. E se non esistono si creano", dice ancora Bianco. Lo scienziato ricorda infine che, secondo un regolamento Ue sulla materia, non si possono somministrare ai pazienti cellule non coltivate secondo le norme di buona produzione (Gmp). "Siamo in una situazione kafkiana", conclude.

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