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Giornata dei Catechisti, Papa: "Chi corre dietro al nulla diventa lui stesso nullità"

domenica 29 settembre 2013

2' di lettura

Citta' del Vaticano, 29 set. (Adnkronos) - "Chi corre dietro al nulla diventa lui stesso nullita'". E' il monito di papa Francesco che cita il profeta Geremia nell'omelia della messa, celebrata sul sagrato della Basilica Vaticana, per la Giornata dei Catechisti. "Noi siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio, non delle cose, non degli idoli!", prosegue. "Come mai gli uomini, forse anche noi, cadiamo nel pericolo di chiuderci, di mettere la nostra sicurezza nelle cose, che alla fine ci rubano il volto, il nostro volto umano?", chiede Bergoglio. "Questo succede quando perdiamo la memoria di Dio. Se manca la memoria di Dio - ammonisce Francesco - tutto si appiattisce sull'io, sul mio benessere. La vita, il mondo, gli altri, perdono di consistenza, non contano piu' nulla, tutto si riduce a una sola dimensione: l'avere. Se perdiamo la memoria di Dio - ribadisce - anche noi stessi perdiamo consistenza, anche noi ci svuotiamo, perdiamo il nostro volto". "Se le cose, il denaro, la mondanita' diventano centro della vita ci afferrano, ci possiedono e noi perdiamo la nostra stessa identita' di uomini", continua il Pontefice che cita il profeta Amos: 'Guai agli spensierati di Sion e a quelli che si considerano sicuri, … distesi su letti d'avorio', mangiano, bevono, cantano, si divertono e non si curano dei problemi degli altri". E aggiunge "parole dure quelle del profeta Amos, ma che ci mettono in guardia da un pericolo che tutti corriamo. Che cosa denuncia questo messaggero di Dio, che cosa mette davanti agli occhi dei suoi contemporanei e anche davanti ai nostri occhi?", chiede Francesco. "Il rischio di adagiarsi, della comodita', della mondanita' nella vita e nel cuore, di avere come centro il nostro benessere. E' la stessa esperienza del ricco del Vangelo, che indossava vestiti di lusso e ogni giorno si dava ad abbondanti banchetti; questo era importante per lui. E il povero che era alla sua porta e non aveva di che sfamarsi? Non era affare suo, non lo riguardava", ricorda Bergoglio.

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