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Libri: 'Metamorfosi del Graal', il simbolo di un'eterna ricerca di senso

domenica 29 settembre 2013

2' di lettura

Roma, 29 set. (Adnkronos) - "Il Graal e' un luogo dello spirito. Il simbolo di un'eterna ricerca del senso del mondo e di se"'. Francesco Zambon, docente di Filologia romanza all'Universita' di Trento, parla cosi' all'Adnkronos del suo libro 'Metamorfosi del Graal' (Carocci editore), in questi gorni in libreria. Fin dalla sua apparizione sulla scena letteraria, verso la fine del XII secolo, il Graal si presenta come un oggetto inafferrabile. Dal significato originario di grande piatto fondo nel quale si portavano cibi come grossi pesci e carni, nella cavalcata dei tempi il Graal conosce diverse 'metamorfosi': gli autori gli danno un senso e una forma diversa: diventa un vaso o un calice, ma anche una pietra, come nel 'Parzival' di Wolfram von Eschenbach. E le 'metamorfosi' del Graal non finiscono con la sua storia medioevale. Dopo una lunga eclisse, il mito fu infatti recuperato in maniera originale da alcuni autori ottocenteschi, in particolare da Richard Wagner: il suo Parsifal e' all'origine di un nuovo 'ciclo del Graal' che comprende opere teatrali, narrative o cinematografiche. Un ciclo al quale appartengono anche recenti successi come 'Il Codice da Vinci', di Dan Brown. Nel Medioevo, sottolinea ancora lo studioso, la chiave per decodificare il Graal e' "essenzialmente centrata sulla credenza in Cristo. Non e' mai esistito un Graal reale, ma le ricerche dei Cavalieri sono dei percorsi iniziatici che comportano prove di carattere sia materiale sia spirituale. Anche le loro avventure sono iniziatiche: prove per passi successivi verso un obiettivo religioso. Sullo sfondo, l'utopia della pace e il sogno di conciliare Oriente e Occidente". "Ognuno lo declina modo suo -rimarca lo studioso- ma il Graal resta una grande icona della ricerca del divino da parte dell'uomo. Ricerca di una identita' profonda -rimarca Zambon- di un se' che nonostante la notte continua a guardare a Dio". "Graal -sostiene- e' dunque la cifra del racconto, di quella che in termini medievali si puo' chiamare l'avventura. Le vicende con cui il Cavaliere conquista la propria identita' profonda e realizza il compito che gli e' assegnato nella storia. Un compito terreno, a servizio della societa', ma anche spirituale. Una ricerca senza fine di verita', che puo' anche non essere conquistata da molti Cavalieri". (segue)

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