Roma, 17 giu. - (Adnkronos) - Cresce l'incidenza dell'abusivismo edilizio e soprattutto la piaga della corruzione con il raddoppio delle denunce e degli arresti. A tracciare il quadro e' Ecomafia 2013, il rapporto annuale di Legambiente realizzato grazie al contributo delle Forze dell'ordine, con prefazione di Carlo Lucarelli ed edito da Edizioni Ambiente. In particolare, l'incidenza dell'edilizia illegale nel mercato delle costruzioni e' passata dal 9% del 2006 al 16,9% stimato per il 2013. Mentre le nuove costruzioni legali sono crollate da 305.000 a 122.000, quelle abusive hanno subito una leggerissima flessione: dalle 30.000 del 2006 alle 26.000 nel 2013. A fare la differenza sono ovviamente i costi di mercato: a fronte di un valore medio del costo di costruzione di un alloggio con le carte in regola pari a 155.000 euro, quello illegale si realizza con un terzo dell'investimento, esattamente 66.000 euro. Non sarebbe comunque un buon affare se si corresse davvero il rischio della demolizione, ma si tratta di un'eventualita' purtroppo remota: tra il 2000 e il 2011 e' stato eseguito appena il 10,6% delle 46.760 ordinanze di demolizione emesse dai tribunali. Una goccia nella vera e propria ondata di cemento abusivo che si e' abbattuta sul nostro paese: dal 2003 al 2012 sono state 283.000 le nuove case illegali, con un fatturato complessivo di circa 19,4 miliardi di euro. Ma la criminalita' ambientale, oltre a coltivare i soliti interessi, sa anche cogliere tutte le nuove opportunita', offerte dall'economia: l'Ufficio centrale antifrode dell'Agenzia delle dogane segnala che i quantitativi di materiali sequestrati nei nostri porti nel corso del 2012 sono raddoppiati rispetto al 2011, passando da 7.000 a circa 14.000 tonnellate grazie soprattutto ai cosiddetti cascami, cioe' materiali che dovrebbero essere destinati ad alimentare l'economia legale del riciclo, che invece finiscono in Corea del Sud (e' il caso dei cascami di gomma), Cina e Hong Kong (cascami e avanzi di materie plastiche, destinati al riciclo o alla combustione), Indonesia e di nuovo Cina per carta e cartone, Turchia e India, per quelli di metalli, in particolare ferro e acciaio. La corruzione e' in costante e inarrestabile crescita. Secondo la relazione al Parlamento della Dia relativa al primo semestre 2012, le persone denunciate e arrestate in Italia per i reati di corruzione sono piu' che raddoppiate rispetto al semestre precedente, passando da 323 a 704. E se la Campania spicca con 195 persone denunciate e arrestate, non sfigurano nemmeno la Lombardia con 102 casi e la Toscana a quota 71, seguite da Sicilia (63), Basilicata (58), Piemonte (56), Lazio (44) e Liguria (22). Dal primo gennaio 2010 al 10 maggio 2013, sono state ben 135 le inchieste relative alla corruzione ambientale, in cui le tangenti, incassate da amministratori, esponenti politici e funzionari pubblici, sono servite a 'fluidificare' appalti e concessioni edilizie, varianti urbanistiche e discariche di rifiuti. La Calabria e', per numero di arresti eseguiti (ben 280), la prima regione d'Italia, ma a guidare la classifica come numero d'inchieste e' la Lombardia (20) e al quinto posto della classifica, dopo Campania, Calabria e Sicilia, figura la Toscana. Nel corso del 2012 il numero dei comuni sciolti per infiltrazione mafiosa e' salito a 25 (erano 6 nel 2011).