Palermo, 17 giu. - (Adnkronos) - "Il coraggio di andare avanti me lo da' la mia bambina. Nessuna madre puo' rassegnarsi a perdere una figlia in questo modo, con questi metodi atroci. E' una mostruosita', un fatto efferato che puo' essere commesso solo da persone senza un briciolo di umanita'". A dirlo all'Adnkronos e' Piera Maggio, la mamma della piccola Denise Pipitone, la bimba sparita nel nulla il 1 settembre del 2004 da Mazara del Vallo (Trapani) quando avveva appena 4 anni. Oggi i pm, a conclusione della loro requisitoria, hanno chiesto la condanna a 15 anni di carcere, il massimo della pena prevista in questi casi, per Jessica Pulizzi, sorellastra per parte di padre della piccola Denise ed imputata del sequestro della bimba nel processo in corso al Tribunale di Marsala (Trapani). Insieme a lei alla sbarra anche l'ex fidanzato Gaspare Ghaleb, imputato solo di false dichiarazioni ai pm, per cui la Procura ha chiesto 5 anni e 6 mesi di reclusione. Gaspare la Procura ha applicato la cosiddetta 'Legge Denise' una nuova formulazione dell'articolo 605 del Codice penale, che ha accolto uan proposta di legge proposta da Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, fatta propria da alcuni parlamentari. "La nuova normativa -spiega Pier Maggio- e' gia' stata applicata in altri casi. Dopo nove anni di sofferenza e tre anni e mezzo di processo non posso gioire per una richiesta di pena, perche' la mia Denise non e' con me e non so ancora dove sia. La Procura ha argomentato bene, la loro tesi si e' ancorata sulle contraddizioni in cui e' caduta piu' volte Jessica e sugli elementi emersi dalle indagini grazie all'analisi delle intercettazioni e dei tabulati. Certo non posso essere felice per la possibile condanna di una giovane ragazza e al di la' della pena a me continua a mancare mia figlia".