(Adnkronos/Cinematografo.it) - Tanti linguaggi diversi per un unico obiettivo: far luce su una realta' troppo a lungo ignorata e sulla c'e' un grave deficit di conoscenza. Da anni infatti la Capitale e' diventata epicentro degli interessi di 'ndrangheta, camorra e cosa nostra. Alle quali si aggiungono organizzazioni criminali locali con una tradizione ormai decennale, come la Banda della Magliana. Nell'indifferenza generale, Roma e' stata trasformata dai clan in un'enorme "lavatrice" per ripulire denaro sporco con la complicita' di decine di professionisti. E i numeri parlano da soli: 335 immobili confiscati alle mafie in citta' e 6.350 segnalazioni di operazioni finanziarie sospette solo nel 2011 (il 13,13% del totale nazionale). Poi naturalmente c'e' la Roma criminale che spara. E uccide. Sono oltre 40 i morti ammazzati e decine i ferimenti, la maggior parte riconducibili al controllo del mercato delle droghe e al racket, dal 2011 a oggi. All'indomani dell'elezione del nuovo sindaco e a pochi mesi dall'insediamento del nuovo Governatore, la Lunga Marcia della Memoria 2013 sara' dunque un'occasione importante per ascoltare la citta' che ogni giorno vive sulla propria pelle la presenza mafiosa sul territorio. E attuare finalmente quell'approccio concreto e sistematico alla lotta alle mafie che finora a Roma non c'e' mai stato.