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Criminalita': rapporto ecomafie 2013, nel Lazio 7,7 illegalita' al giorno (3)

domenica 23 giugno 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - "Il Lazio, e in particolar modo Roma, gia' da tempo sono stati scelti dalle organizzazioni criminali mafiose per costituirvi articolazioni logistiche per il riciclaggio di capitali illecitamente accumulati e per l'investimento in attivita' imprenditoriali". Da qui che si deve partire, secondo la relazione 2012 della procura nazionale antimafia, se si vuole comprendere il ruolo delle organizzazioni criminali nel ciclo del cemento. "L'azione di contrasto che stata svolta anche nell'ultimo anno - ricorda il consigliere Diana De Martino, che ha curato la sintesi relativa al Lazio - risultata efficace e importante, ma nello stesso tempo ha evidenziato quanto il fenomeno sia radicato". Non si tratta, secondo Legambiente, di semplici "infiltrazioni": "Tutte le tradizionali organizzazioni mafiose (ma soprattutto 'ndrangheta e camorra) sono presenti sul territorio, con il chiaro intento di riciclare i proventi criminali e di reimpiegarli in attivita' imprenditoriali, confondendo cos il flusso di denaro che proviene da delitto con i guadagni - apparentemente leciti - derivanti dalle attivita' imprenditoriali". La strategia dei clan ha un obiettivo preciso: "A tale scopo esse tendono a mantenere una situazione di apparente tranquillita' in modo da poter agevolmente realizzare la progressiva infiltrazione nel tessuto economico e imprenditoriale della regione". Partendo, ovviamente, dalle filiere piu' redditizie: "I settori d'interesse sono soprattutto l'edilizia, le societa' finanziarie e - nell'ambito del commercio - la ristorazione, l'abbigliamento, le concessionarie di auto". La presenza delle mafie " dimostrata dall'arresto, sul territorio laziale, di alcuni importanti latitanti, circostanza che presuppone la necessaria presenza di un 'dispositivo criminale' idoneo ad assicurare, per un tempo pi o meno lungo, la clandestinit degli stessi", spiega sempre De Martino. "Ma sono soprattutto i provvedimenti di sequestro patrimoniale o di confisca, eseguiti sul territorio laziale e che hanno colpito patrimoni riconducibili a esponenti di clan mafiosi, a dare la misura dell'infiltrazione criminale nel tessuto economico finanziario". "Attivita' illecite e criminalita' ormai si sono radicate nel tessuto economico della nostra regione -ha dichiarato Valentina Romoli, vicepresidente regionale e responsabile ambiente e legalita' di Legambiente Lazio-, reati ambientali e reati contro la pubblica amministrazione si saldano in un connubio pericoloso che va stroncato intervenendo con decisione, supportando il lavoro incessante delle forze dell'ordine e della magistratura sul territorio, come anche dimostrano i numeri dei procedimenti in materia di reati ambientali definiti dalla corte di cassazione. Bisogna favorire l'introduzione di delitti ambientali nel codice penale e rafforzare il ruolo fondamentale svolto dalle confische, quale misura di sicurezza patrimoniale sempre pi centrale nel nostro ordinamento penale. In questo senso, crediamo che l'abecol debba e possa giocare un ruolo centrale per la gestione, l'assegnazione e la destinazione dei beni confiscati".

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