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Criminalita': operazione Bari, Dna aveva segnalato pericolo mafie dell'Est/Scheda

domenica 23 giugno 2013

2' di lettura

Roma, 19 giu. (Adnkronos) - L'ultimo blitz, in ordine di tempo, questa mattina: la Polizia ha sgominato, nell'ambito di un'operazione internazionale, un'organizzazione criminale composta da cittadini stranieri, in particolare georgiani e russi. Tradizionalmente l'Italia e' abituata a conoscere la realta' delle associazioni tradizionali di stampo mafioso che hanno agito e agiscono in Italia e all'estero, che hanno allacciato rapporti con organizzazioni criminali straniere all'estero. Ma ora la realta' e' parzialmente mutata: accanto a questo fenomeno "si e' pesantemente manifestata un'altra realta' altrettanto pericolosa: la presenza di organizzazioni straniere in Italia che operano nel nostro territorio, con o senza rapporti con le nostre mafie tradizionali", sottolineava il 24 gennaio scorso la relazione della Direzione nazionale antimafia, riferita al periodo luglio 2011-giugno 2012. Attraverso lo studio e l'analisi del "cospicuo materiale di indagine e processuale raccolto presso le Direzioni Distrettuali Antimafia, le Procure circondariali e le Forze di Polizia, si e' potuto rilevare che le maggiori realta' criminali straniere sono: la criminalita ' cinese, la nigeriana, la albanese-balcanica, la magrebina; la criminalita ' russa". Ciascuna realta' criminale ha una propria specificita' connessa agli ambiti culturali di provenienza, ma "i gruppi stranieri preferiscono insediarsi in regioni dove e' minore la presenza delle mafie locali, con una importante eccezione in Campania che, invece, vede una forte presenza di cinesi e nigeriani". Inoltre, scriveva la Dna, "non formano alleanze con le nostre mafie tradizionali; tutti i gruppi riconvertono i loro capitali illeciti: in altre attivita'; in depositi presso paradisi fiscali; inviando in patria notevoli somme di denaro attraverso il sistema del Money transfer. Sulle indagini riguardanti i principali gruppi criminali stranieri -sottolineava ancora la Relazione- pesa la difficolta' di ottenere una efficace collaborazione giudiziaria da parte dei Paesi dai quali spesso si originano i diversi traffici illeciti". (segue)

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