Palermo, 19 giu. - (Adnkronos) - Il Ciapi di Palermo, l'Ente di formazione finito sotto la lente di ingrandimento dei magistrati nell'operazione che ha scoperto un giro di corruzioni, truffe e appalti truccati, invece di aiutare i giovani senza disoccupati a inserirsi nel mondo del lavoro incassava i soldi arrivati dai fondi europei e poi li distribuiva agli amici e ai politici in cambio di 'favori'. E' quanto emerge dall'operazione che ha portato in carcere 17 persone, tra cui due ex assessori regionali. "In particolare, attraverso le condotte corruttive - scrive il gip di Palermo nella misura cautelare - il Ciapi otteneva in piu' tranche le provvidenze, quindi commissionava prestazioni di servizi ovvero acquisto di beni, apparentemente strumentali al raggiungimento degli obiettivi del progetto Co.Or.Ap., finalizzato ad offrire ai giovani di eta' superiore a quindici anni che intendevano inserirsi nel mercato del lavoro attraverso l'istituto dell'apprendistato, un servizio di consulenza, orientamento ed apprendistato nella Regione Siciliana, per mezzo di Sportelli Multifunzionali dislocati sul territorio regionale, alle societa' rappresentate da Angelo Vitale, ma in realta' totalmente riconducibili a Faustino Giacchetto, ovvero a societa' compiacenti, che a loro volta emettevano false fatture al fine di permettere al Ciapi la rendicontazione di tali spese dal competente ufficio regionale e superare positivamente la fase di controllo". "In tal modo, le dette provvidenze pubbliche, sottratte alla loro destinazione programmata, venivano da questi materialmente intascate ed utilizzate per fini personali e/o corruttivi, determinando il totale mancato raggiungimento degli obiettivi del progetto, mai perseguito in quanto gli addetti allo sportello difettavano di mezzi computer, vetture eccetera - di direttive e si appoggiavano presso strutture ove insistevano altri Sportelli Multifunzionali che svolgevano la medesima attivita'", spiega il giudice.