Firenze, 19 giu. - (Adnkronos) - E' stata presentata la proposta di legge per fondere e incorporare Orchestra Regionale Toscana, Sistema Toscana e Toscana Spettacolo. Non si tratta affatto di "risparmio sui gettoni di presenza", ma di rilanciare la cultura in Toscana anche creando "un unico soggetto al posto delle tre attuali fondazioni". Un soggetto "piu' forte, capace di attrarre altissime professionalita', in grado di interloquire con un mondo, quale e' quello della cultura oggi, che deve intercettare finanziamenti anche a livello europeo". Nicola Danti (Pd), presidente della commissione Cultura, ha illustrato cosi' nella seduta congiunta con la commissione Affari istituzionali, presieduta da Marco Manneschi (Idv), la proposta di legge per istituire la Fondazione Cultura Toscana, quale "soggetto altamente specializzato che opera nel campo della cultura al servizio di tutta la Regione". La sorte di Orchestra Regionale Toscana, Sistema Toscana e Toscana Spettacolo e' risolta con la fusione per incorporazione nella nuova Fondazione. Quanto alla preoccupazione che vengano meno i fondi ministeriali di cui attualmente godono due delle tre fondazioni toscane, il presidente ricorda che "il Ministero finanzia progetti, non strutture". Certo sul tavolo c'e' un "lavoro difficile", questo "e' il testo che avvia un percorso" tutt'altro che semplice anche dal punto di vista legislativo, tecnico. Serve anche una forte integrazione tra strutture della Giunta e degli uffici legislativi del Consiglio, tanto che Danti annuncia l'avvio di un gruppo di lavoro misto, destinato a "sviscerare tematiche" emerse e che emergeranno per "arrivare a un testo con gli obiettivi dati". Tra i quali, sempre nel corpo delle modifiche proposte dalla commissione cultura e destinate ad essere declinate con il Piano della cultura, anche lo stop del finanziamento diretto per tutti i soggetti beneficiari che non siano partecipati direttamente dalla Regione, con la previsione quindi di una assegnazione di fondi per bando su base di progetti; e l'obbligo, per i destinatari di aiuti regionali, di riservare una percentuale dei finanziamenti ricevuti per la formazione del pubblico e degli utenti, con particolare riferimento ai giovani. (segue)