Milano, 20 giu. (Adnkronos) - Il 92,1% degli italiani apprezza la movida e il 46,3% sono persone di una certa eta'. Per oltre il 63% dei cittadini e' importante che vi siano luoghi nella citta' con un alta concentrazione di locali per mangiare, ballare e divertirsi. La percentuale di chi vede la movida come un fatto positivo diminuisce pero' con l'aumentare dell'eta' fino a far invertire le percentuali nella fascia di eta' over 65. Questo quanto emerge dai dati contenuti in un rapporto del Censis, commissionato dalla Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), e presentati oggi alla Triennale di Milano in occasione del convegno organizzato dalla Fipe. In valori assoluti sono oltre 29 milioni gli italiani che una volta ogni tanto escono la sera e di questi 15,6 milioni escono almeno una volta a settimana, mentre a frequentare il centro storico delle proprie citta' sono circa 22 milioni di italiani. "La movida -sostiene Lino Stoppani, presidente della Fipe- assume sempre piu' una connotazione turistica. Spesso pero' un'offerta fuori controllo da parte di locali diversi dai pubblici servizi, una vendita di alcol a basso costo e la presenza di un'offerta abusiva contribuiscono a trasformare i luoghi di ritrovo in arene di conflitto con problemi per la gestione dell'ordine pubblico. E' necessario quindi trovare un punto di equilibrio tra chi si vuole divertire e chi risiede nelle zone del divertimento". Il problema e' quello di capire come evitare il fenomeno della 'malamovida', cioe' una degenerazione della movida che da opportunita' la trasforma in problema. A far degenerare la situazione sono gli eccessi, sia nel senso del numero di persone rispetto agli spazi disponibili, sia nel senso del consumo eccessivo di alcol associato a sostanze stupefacenti. Secondo lo studio il 90% dei minori di eta' compresa tra 12 e 14 anni ha gia' provato alcolici e il 59% lo ha fatto in presenza dei genitori. A creare unn rapporto critico con l'alcol per i giovani non e' quindi la movida o le dicoteche, ma spesso istituzioni come la famiglia e la scuola. " Occorre pertanto -dice Stoppani- riflettere sulla capacita' di istituzioni quali la famiglia e la scuola di indirizzare i giovani verso salutari stili di vita". (segue)