Venezia, 21 giu. (Adnkronos) - Trecentocinquantamila abitanti delle Maldive che si preparano a emigrare a causa del cambiamento climatico; un'estensione pari a 300 campi di calcio di foresta tropicale distrutta ogni ora in Indonesia da una multinazionale della carta; soli 500 euro di risarcimento per una vita strappata dall'esplosione della fabbrica di pesticidi Union Carbide di Bhopal. Sono questi alcuni esempi tratti dalla "sporca dozzina", dodici storie esemplari, fra le centinaia di esempi possibili, scelte dalla Fondazione Sejf, (Supranational Environmental Justice Foundation) per rendere evidente come molte delle piu' gravi sciagure ambientali che hanno devastato o stanno ancora devastando il Pianeta, in presenza di una legislazione internazionale piu' efficace, potevano essere del tutto evitate oppure - in altri casi - risarcite in modo adeguato al danno provocato, con i colpevoli assicurati alla giustizia. I dodici hotspot dell'ecocidio sono stati presentati oggi nel corso del convegno internazionale "Ambiente e salute: verso una giustizia globale" che si e' tenuto a Venezia, presso la Scuola Grande San Evangelista e ha visto riuniti per un'intera giornata di lavori responsabili delle istituzioni, legislatori, politici ed esperti del settore. Fra i presenti oltre a Antonino Abrami, presidente di Sejf, anche il Premio Nobel Adolfo Perez Esquivel; il Ministro per lo Sviluppo Economico, Flavio Zanonato; Giorgio Orsoni, Sindaco di Venezia; il vicepresidente del Tribunale internazionale dell'Aja Cuno Tarfusser e Gianni Tognoni, segretario generale del Tribunale Permanente dei Popoli, assieme a numerosi magistrati e giuristi provenienti da aree del mondo colpite da danni ambientali e sanitari che necessitano dell'intervento di una Corte di Giustizia Internazionale.(segue)