(Adnkronos) - Del resto la necessita' di un diritto piu' stringente rispetto ai crimini ambientali emerge anche molto chiaramente nella dichiarazione finale dell'ultimo summit dell'ONU Rio+20, dove si legge che il "diritto ambientale e' essenziale per la tutela delle risorse naturali e degli ecosistemi e che il contenzioso in materia ambientale spesso trascende le giurisdizioni nazionali. Emerge percio' l'esigenza di sistemi internazionali per il giudizio e la risoluzione delle controversie". "La giornata di oggi - conclude Abrami - e' propedeutica per una riforma che appare sempre piu' urgente e che e' ormai nella coscienza dei popoli, ancor prima che nelle scelte politiche delle Istituzioni. Per risolvere la 'questione ambiente', che e' al centro della politica della sostenibilita', e' necessario prima di tutto considerare l'aspetto della responsabilita' di chi l'ambiente lo distrugge o lo danneggia. Un'emergenza che si scontra con l'inadeguatezza dell'attuale sistema giurisdizionale. Nonostante gli importanti passi in avanti compiuti con la direttiva europea del 2008, serve uno scatto ulteriore per garantire a livello europeo un sistema sanzionatorio uniforme e a livello mondiale un riconoscimento del Disastro ambientale intenzionale come crimine contro l'umanita' e, soprattutto, la possibilita' dell'applicazione concreta della pena". Ma la giornata organizzata da Sejf mette in luce anche le possibili soluzioni, soprattutto per la prevenzione dell'inquinamento. Nella seconda parte del convegno internazionale si parla infatti delle "Nuove tecnologie per l'ambiente, l'energia e lo sviluppo sostenibile". In questa sessione viene presentato tra gli altri un progetto proposto dalla Finaxo Environment al Comune di Venezia e al Comune di Schio per la mobilita' sostenibile (via terra e via mare), attraverso la produzione di aria compressa da rifiuti.