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Gay: Colombo, la Rai si attrezzi per affrontare tema diritti civili

domenica 23 giugno 2013

2' di lettura

Roma, 22 giu. (Adnkronos) - "Spero ci si attrezzi per affrontare questi temi anche in Rai, le cui difficolta' sull'argomento mi pare siano lo specchio di una situazione piu' generale riguardante il riconoscimento di una serie dei diritti civili in Italia". Lo ha detto il consigliere Rai Gherardo Colombo, intervistato da Klaus Davi per il quotidiano online 'Huffington Post' sulla programmazione dedicata ai diritti civili sulle televisioni pubbliche europee. "A mio avviso - continua Colombo - facciamo fatica a parlare di questi argomenti e bisognerebbe trovare il modo per affrontarli senza mentalita' da schieramento, poiche' il problema e' rilevante e richiede dialogo, non contrapposizioni di parte. Quando si parla del riconoscimento di alcuni diritti civili e', inoltre, evidente che ci sono varie angolazioni del problema; oltre al tema delle adozioni per le coppie omosessuali, c'e', per esempio quello del fine vita, che coinvolge il riconoscimento di diritti di particolare rilievo". Colombo si dice convinto che "una cosa importante regolamentare e dare pari dignita' alle unioni gay". "Sono favorevole a riconoscere le unioni gay -afferma Colombo- magari chiamiamole in un altro modo se utilizzare la parola matrimonio puo' essere 'sconvolgente' per qualcuno. Io credo che tutto derivi dalla Costituzione, da un'interpretazione corretta della Costituzione, dove c'e' molto piu' del germe dei diritti. L'art 3 afferma che il primo dei diritti insopprimibile e' la dignita' di ciascuno; l'articolo 13 stabilisce che la liberta' personale e' inviolabile. Da questi punti di partenza si sviluppa un sistema, il sistema della Costituzione, che riconosce espressamente e direttamente i diritti fondamentali della persona", aggiunge il consigliere d'amministrazione della Rai che che spera "si riesca ad arrivare ad un dibattito ampio, a un'ampia discussione e, quindi, anche ad una rappresentazione piu' fedele di questi argomenti". Quanto all'omofobia, per Colombo dovrebbero scendere in campo "tutte le agenzie educative: la scuola, la famiglia e tutti i mezzi di comunicazione compresa la televisione, il cui compito dovrebbe essere quello di tutelare i diritti civili".

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