Roma, 22 nov.- (Adnkronos) - Nel prossimo potremo avere maggiori informazioni sulla genesi e sull'andamento degli uragani grazie alla Nasa, l'Agenzia spaziale americana, che ha varato 'Hurricae Mission' un progetto che prevede l'uso di 'droni', i velivoli automatici senza pilota, per ottenere dati direttamente dall'interno dei fenomeni atmosferici estremi. I droni, due modelli Global Hawk, vengono programmati e guidati all'interno dell"occhio' del ciclone dove registrano velocità di rotazione, temperatura, umidità e intensità della precipitazione. Il Global Hawk ha una lunghezza di 13,5 metri, un'apertura alare di 35,5 metri e ha una autonomia di volo di 36 ore, la velocità massima è di oltre 600 chilometri orari. Il progetto prevede l'uso di un drone alla volta per un ciclo di volo di circa 20/26 ore. L'anno scorso, quando il progetto ha visto la luce, il drone a disposizione era uno solo e questo costringeva alla sospensione dell'osservazione per restare nei termini dell'autonomia operativa del velivolo. I droni imbarcano una serie complessa di strumentazioni, tra queste una sonda speciale dotata di sensori GPS che fornisce dati sulla velocità e la direzione del vento. I droni sono stati usati all'inizio di quest'anno per monitorare l'evoluzione dell'uragano Gabrielle nell'Atlantico occidentale al lago della costa tra la Nuova Scozia e il Sud-Carolina