(Adnkronos) Il percorso espositivo offrira' un eccezionale sguardo retrospettivo sulla scena artistica di Pordenone a cavallo delle due guerre, con molte opere inedite di una ventina di artisti pordenonesi, alcuni amici di Pizzinato. Nel corso degli anni Venti e Trenta del secolo scorso Pordenone fu citta' viva dal punto di vista artistico: si susseguirono mostre di autori quasi tutti di formazione accademica, i piu' anziani legati al gusto tardo ottocentesco ancora dominante, i piu' giovani orientati invece alle novita' giunte a Venezia con l'insegnamento di Guidi e Saetti, tutti comunque ben consapevoli dei linguaggi che usavano. La mostra vuole esplorare questo periodo, che fu quello della formazione di Pizzinato, presentando una cinquantina di opere di una ventina di artisti attivi allora a Pordenone, gli stessi di cui Pizzinato vide certamente le mostre, essendo anche amico di alcuni di essi. Verranno cosi' esposte opere di Piero Bottos, Franco Brunetta, Vittore Antonio Cargnel, Duilio Corompai, Augusto Culo's, Luigi De Paoli, Federico De Rocco, Tiburzio Donadon, Ado Furlan, Umberto Martina, Italo Michieli, Mario Moretti, Armando Pizzinato, Eugenio Polesello, Pio Rossi, Guseppe Scaramelli, Tullio Silvestri, Virgilio Tramontin, Luigi Vettori, Luigi Zuccheri. "Si potra' riconoscere, nella Pordenone artistica degli anni '20 e '30 -osserva ancora il curatore Giancarlo Pauletto- la fondamentale presenza della tradizione tardo ottocentesca veneziana, compresi i suoi risvolti simbolisti". (segue)