Roma, 11 feb. (Adnkronos) - Un Papa che lascia il pontificato e' un evento molto raro nella storia della Chiesa. Il caso piu' famoso e' quello di Celestino V: Pietro da Morrone, sacerdote, condusse vita eremitica. Diede vita all'Ordine dei 'Fratelli dello Spirito Santo', denominati poi 'Celestini', approvato da Urbano IV, e fondo' vari eremi. Eletto papa quasi ottantenne, dopo due anni di conclave, il 5 luglio 1294, fu incoronato ad Aquila (oggi L'Aquila) il 29 agosto nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, dove e' sepolto. Prese il nome di Celestino V e, uomo santo e pio, si trovo' di fronte ad interessi politici ed economici e a ingerenze anche di Carlo d'Angio'. Accortosi delle manovre legate alla sua persona, dopo 4 mesi rinunzio' alla carica, il 13 dicembre 1294, morendo poco dopo in isolamento coatto nel castello di Fumone. Giudicato severamente da Dante come 'colui che per viltade fece il gran rifiuto', oggi si parla di lui come di un uomo di straordinaria fede e forza d'animo, esempio di umilta' e di buon senso. Il secondo caso che la storia ricorda e' quello di Gregorio XII, papa dal Papa dal 19 dicembre 1406 al 4 luglio 1415. Veneziano, una volta eletto si impegno' a porre fine al "grande scisma" fra i pontefici di Roma e quelli di Avignone. Ma ogni tentativo risulto' vano. Solo il concilio di Costanza (1414-1417) vi riusci'. Gregorio XII rinuncio' al pontificato e si ritiro' a Recanati. Nel 1417, dopo la sua morte, il suo successore lo nomino' Pontefice Emerito di Roma.