Perugia, 11 feb. (Adnkronos) - "Colpisce e merita grande rispetto la scelta di Papa Benedetto XVI di lasciare il Pontificato. In questo momento l'Umbria, terra di San Francesco, ma anche di San Benedetto, due grandi le cui storie di vita sappiamo essere molto vicine al Pontefice, gli sta accanto". E' quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, per la quale "questo straordinario ed inusuale gesto per un Pontefice mostra a tutti noi Papa Benedetto XVI nel suo tratto umano e ce lo rende ancor piu' vicino". "L'Umbria e' terra molto amata e piu' volte visitata da Papa Benedetto - aggiunge - Egli la conosce bene quale luogo simbolo per la Chiesa e per ciascuno di noi della volonta' di pace. Voglio in questo momento ricordare la grande e forte vicinanza reciproca tra gli umbri e Papa Benedetto; il suo profondo rapporto con la nostra Chiesa e con la Comunita' francescana di Assisi dove e' voluto tornare di recente, per celebrare i venticinque anni dalla prima Giornata mondiale di preghiera per la pace e quello "spirito di Assisi" cosi' come lo immagino' papa Giovanni Paolo II, quando nel 1986 riuni' i 124 rappresentanti di tutte le religioni della terra". "Con umilta' e semplicita' - prosegue Marini - come era umile e semplice Francesco d'Assisi, dopo venticinque Papa Benedetto XVI - che fu tra i protagonisti di quello storico evento, allora in qualita' di Cardinale Ratzinger - ha voluto ancora una volta riunire uomini e donne in rappresentanza di ogni credo, e per la prima volta anche con gli atei, piu' che per legittimare un "dialogo tra le religioni", per animare l'incontro tra le culture nate dalle religioni e da una condivisibile modernita'. Sentiamo su di noi ancora oggi la grande responsabilita' del fatto che Assisi e l'Umbria siano stati scelti come i luoghi per rilanciare la grande necessita' del dialogo nel mondo. E' questo lo "spirito di Assisi" - conclude la Presidente - che ora, di fronte a questo gesto di cosi' enorme impatto sulle coscienze di ogni credente, ma anche di ogni cittadino, avverto che dobbiamo, noi umbri prima di tutti, saper far vivere, difendere e valorizzare".