Roma, 12 feb. - (Adnkronos) - Le otto ordinanze di custodia cautelare, eseguite nel corso della mattinata dalla Squadra Mobile della Questura di Roma, emesse dal gip presso il Tribunale di Roma su richiesta del procuratore capo Giuseppe Pignatone e dei sostituti procuratori Ilaria Calo' e Carlo Lasperanza, hanno raggiunto noti professionisti della Capitale responsabili di corruzione e false perizie con l'aggravante dell'utilizzo di metodi mafiosi. Tra le persone arrestate stamattina dalla Squadra Mobile di Roma, c'e' Marco Cavaliere, 55 anni, noto avvocato penalista della Capitale, "il quale - si legge in una nota della Questura - aveva creato un sistema di corruzione che consentiva ad alcuni particolari suoi clienti di vedere aprirsi le porte del carcere ed ottenere il ricovero in strutture ospedaliere". Secondo gli investigatori, "il sistema messo in piedi dal professionista durava da molto tempo ed ha gia' visto uscire dalle prigioni noti esponenti della criminalita' organizzata campana e romana". Oggi all'avvocato viene contestato di aver favorito due trafficanti di droga, Mario Di Gregorio, 53 anni, Carmine Bongiorno, 49 anni, ed un responsabile di omicidio condannato in primo grado a 23 anni, Voli Edmund Gvock, albanese di 40 anni. I medici indagati sono Valerio Di Tullio, Alfonso Sestito, entrambi iscritti all'albo dei periti presso il Tribunale di Roma, Arcangelo Italiano, medico impiegato presso il centro di igiene mentale della Asl Rm/D; Massimo Romeo, proprietario della clinica Sant'Alessandro. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l'avvocato sceglieva i clienti maggiormente facoltosi che potessero garantire il pagamento di somme di denaro senza particolari problemi; poi, contattava i periti nominati dal Tribunale per suggerirgli la redazione di perizie che certificassero patologie tali da consentire il ricovero dell'indagato presso la clinica Sant'Alessandro. Quindi, spiega la polizia, "veniva, immediatamente, interessato Massimo Romeo per avviare tutte le pratiche per il ricovero".