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Un'Agenda per il nuovo Parlamento su 'Ambiente e Legalità' contro l'ecomafia

domenica 17 febbraio 2013

3' di lettura

Roma, 12 feb. - (Adnkronos) - Introduzione dei delitti ambientali nel Codice Penale, lotta alla corruzione, alle agromafie e al traffico internazionale di rifiuti, stop all'abusivismo edilizio, difesa del patrimonio nazionale e contrasto alla contraffazione. Queste le proposte dell'Agenda 'Ambiente e Legalità' contro l'ecomafia che Legambiente e Polieco sottopongono ai candidati alle elezioni politiche perché la sottoscrivano impegnandosi, una volta eletti, a presentarle entro i primi 100 giorni della prossima legislatura e ad approvarle nel minor tempo possibile. "Preoccupa l'assenza totale di temi importanti per il futuro del Paese all'interno dei programmi delle varie coalizioni. Al di là dell'Imu e delle possibili alleanze non si discute di altro, ma ci confortano le numerose sensibilità ambientali presenti all'interno dei vari schieramenti e la cosa ci fa sperare che il prossimo Parlamento possa essere quello con il maggior numero di deputati e senatori attenti all'ambiente", dichiara Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, presentando oggi l'Agenda in occasione del convegno dedicato ai "Mercati illegali". Al primo punto dell'Agenda, la richiesta di approvare il disegno di legge già licenziato dal governo Prodi nel 2007, con l'introduzione dei delitti contro l'ambiente nel Codice Penale, in particolare pene più incisive, inclusa la reclusione, per chi inquina; l'introduzione dei delitti di frode in materia di ambiente, danneggiamento delle risorse ambientali, alterazione del patrimonio naturale e disastro ambientale; pene ridotte fino a due terzi per chi collabora a scongiurare che il delitto causi ulteriori conseguenze, aiutando le forze dell'ordine e le autorità giudiziarie; non punibilità per chi rimuove il pericolo eliminando il danno prima che venga esercitata l'azione. In tema di lotta alla corruzione, Legambiente e Polieco chiedono di modificare il Ddl anticorruzione aderendo alla campagna 'Riparte il futuro' di Libera e Gruppo Abele in tutti i suoi punti, mentre per contrastare l'abusivismo edilizio ritengono indispensabile ripresentare nella prossima legislatura il disegno di legge "Repressione dell'abusivismo edilizio" depositato alla Camera e al Senato a fine 2012. Il disegno di legge prevede integrazioni e modifiche necessarie a superare gli ostacoli all'attuazione delle leggi in vigore e introduce ulteriori previsioni normative finalizzate, in particolare, al potenziamento dei poteri delle autorità preposte, alla ridefinizione di disposizioni e tempi per le demolizioni, e sanzioni più severe. La norma sulla 'Bellezza, patrimonio nazionale' prevede la riorganizzazione in un sistema unico dei provvedimenti legislativi inerenti la qualità del territorio, definendo il percorso da intraprendere. I suoi capisaldi sono la tutela e riqualificazione del patrimonio paesaggistico italiano, contenimento del consumo di suolo, concorsi di progettazione per la bellezza delle opere pubbliche, rigenerazione urbana, recupero ambientale delle aree, coinvolgimento pubblico per l'approvazione delle infrastrutture di interesse nazionale, bando di idde per la bellezza. Per contrastare il fenomeno della contraffazione, l'Agenda propone di rendere operativa la classificazione del delitto di attività organizzata di traffico illecito di rifiuti e di prevedere l'utilizzo di intercettazioni telefoniche e ambientali in presenza di sufficienti indizi di reato, prolungando fino a un anno i termini per le indagini preliminari. Sempre in tema di lotta alla contraffazione, l'Agenda di Legambiente e Polieco chiede di ricostituire la Commissione bicamerale di inchiesta sul Ciclo dei rifiuti e le attività illecite connesse e di migliorare la collaborazione tra Stati rafforzando il ruolo di organismi internazionali come Europol, Eurojust, Interpol e Unicri. Sul fronte della lotta alle agromafie, l'Agenda chiede la costituzione di un'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare e uno sportello per il consumatore destinato a segnalazioni e denunce, sanzioni più incisive e una norma che preveda una più ampia estensione dell'obbligatorietà di indicazione dell'origine dei prodotti e delle materie prima in etichetta. Infine la contraffazione: qui l'Agenda propone di ricostituire la Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria, istituita a luglio 2010.

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