(Adnkronos) - La mostra sara' visitabile fino al 17 febbraio, dalle 9.30 alle 16.30 alla Specola (via Romana 17, Firenze), successivamente sara' invece allestita a Siena e poi a Pisa. Con una tappa anche a Palazzo Panciatichi, come ha ricordato Lastri, per incontrare i cittadini toscani e proporre loro un racconto, scandito da una quindicina di pannelli e corredato da una serie di oggetti e documenti di valore storico. Una storia che possiamo far partire nel 1996, quando Paolo e Roberto Tiberio, figli di Ugo, ritrovano in vecchio baule di famiglia, a Livorno, con un manoscritto del padre del 1936, dove si anticipano molte delle basi concettuali e soluzioni tecniche dei futuri radar. Il "manoscritto ritrovato" puo' dunque essere letto come un flash-back che ci riporta agli anni Trenta del secolo scorso e, prima ancora, agli inizi del secolo, a pochi anni dall'invenzione della radio da parte di Guglielmo Marconi. Come ricordato da Daniela Lastri, nei ringraziamenti, il contributo principale alla mostra si deve a Paolo Tiberio, figlio di Ugo Tiberio, che ha offerto la sua collaborazione assidua e ha fornito importanti documenti. Altri apporti di rilievo sono venuti da Eugenio Carrara, figlio di Nello Carrara, da Franco Samoggia (ex ad della Sma), e dal professor Stefano Campi, del comitato scientifico di Pianeta Galielo. L'allestimento e' curato dall'associazione Ludica onlus, che si occupa di tutti gli aspetti organizzativi, in particolare delle visite guidate offerte alle scuole. Insieme a Daniela Lastri sono intervenuti alla presentazione della mostra Stefano Campi, Franco Samoggia e Emanuele Pace (Ludica). Tra gli appuntamenti all'interno del programma dell'esposizione ricordiamo quello del 16 febbraio: conferenza dei professori G. Galati e P. Tiberio e del dottor A. Lazzareschi Sergiusti, "Cent'anni di radar in Italia", al museo naturale de "La Specola" alle 11 per gli studenti e alle 17.30 per un pubblico meno giovane.