(Adnkronos) - Fuori dal Tribunale, prima dell'avvio dell'udienza, e' previsto un presidio di Afeva (associazione famigliari e vittime amianto) e Cgil Cisl Uil Piemonte con ex lavoratori, familiari delle vittime, rappresentanti delle parti civili e delle associazioni. A presentare appello dopo la sentenza di primo grado erano stati sia la Procura di Torino sia i legali dei due imputati. Il ricorso della Procura riguardava in particolare il disastro doloso negli stabilimenti di Napoli-Bagnoli e Rubiera (Reggio Emilia), che il giudice aveva stabilito prescritti. Secondo i magistrati torinesi invece quel disastro e' ancora attuale perche' non si puo' considerare cessata la situazione di pericolo per le popolazioni di Bagnoli e Rubiera, che continuano ad ammalarsi di patologie legate all'amianto. Un rischio che, avevano rilevato i pm, e' ancora attuale "per l'inerzia degli imputati e le bonifiche non ancora terminate". L'appello riguarda anche la pena per i due ex manager, condannati a 16 anni ma per i quali la richiesta della Procura era stata di 20 anni di reclusione. Nelle 650 pagine del ricorso presentato dai legali di Schmidheiny invece, si chiedeva la totale revisione della sentenza di primo grado. (segue)