Roma, 15 feb. - (Adnkronos) - Dall'abbigliamento alla cosmesi, dall'alta tecnologia ai pezzi di ricambio per aspirapolveri e gli attrezzi ginnici. Il bilancio e' decisamente positivo per i contraffattori: secondo le stime dell'Ocse, solo nel 2009 il settore ha avuto un giro d'affari di oltre 250 milioni di dollari. Una cifra piu' elevata del prodotto interno lordo di almeno 150 Paesi. Ma secondo l'International Chamber of Commerce il mercato globale della contraffazione si aggirerebbe intorno al 5-7% del totale dello scambio di merci internazionali, arrivando alla cifra di circa 600 miliardi di dollari l'anno. Secondo i dati della Commissione europea, i prodotti maggiormente sequestrati ai confini dell'Ue, per numero di casi, sono abbigliamento (26,3%), scarpe (19,7%), strumenti elettronici (13,7%) e orologi (5,6%). Complice la globalizzazione che, secondo le Nazioni Unite (Unodoc, United nation office on drugs and crime), ha di fatto incentivato il mercato della contraffazione che si svilupperebbe proprio a partire da quei Paesi nei quali le grandi industrie hanno spostato la propria produzione manifatturiera. La manodopera a basso costo offerta da questi Paesi ha poi spinto numerose aziende a delocalizzare la produzione trasferendo anche il proprio know-how, successivamente sfruttato per la produzione di beni destinati al mercato illegale. E' d'accordo con questa lettura Giuseppe Peleggi, direttore dell'Agenzia delle Dogane, per il quale "nella produzione nazionale si e' verificato, negli ultimi 10 anni, un fenomeno strano con imprenditori che scelgono di produrre all'estero, magari dove con uno stipendio di 120 euro al mese l'operaio lavora 18 ore al giorno, per poi vendere sul mercato ai prezzi Usa". Un fenomeno, quello della delocalizzazione delle imprese, che ha aiutato il mercato parallelo della contraffazione, un mercato in continua crescita tanto che, secondo il ministero dello Sviluppo economico italiano, le stime dell'International Chamebr of Commerce indicherebbero che entro il 2015 il valore totale della contraffazione a livello mondiale raggiungera' i 1.700 miliardi di dollari. Ma da dove arriva la domanda di falsi? Dalle analisi dell'Ocse emerge che il Medio Oriente chiede soprattutto autovetture contraffatte; in Africa, Asia e America Latina la parte del leone la fanno cibo, bevande e prodotti tecnologici taroccati; America del Nord ed Europa vogliono prodotti audiovisivi, mentre l'Asia chiede medicine e prodotti per l'igiene della casa.