Milano, 15 feb. (Adnkronos) - "Il grave episodio avvenuto a Milano ci induce a sollecitare il Governo e il Parlamento a riflettere sulla sostanziale inefficacia dei trattati bilaterali in materia di trasferimento dei detenuti stranieri nelle carceri dei Paesi di provenienza". Lo sostiene Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), commentando quanto avvenuto a Milano: un ex detenuto tunisino avrebbe molestato un'assistente sociale e picchiato un agente di polizia penitenziaria. Secondo il sindacato, "si dovrebbero rivedere certe norme eccessivamente garantiste, che alla fine non consentono di risolvere criticita' importanti, come quella legata alla eccessiva presenza di stranieri nelle carceri italiane". Per Capece, "non e' possibile che chi si e' reso responsabile di reati in Italia, piu' o meno gravi, abbia la facolta' di decidere come e dove scontare la propria pena". Il Sappe ricorda poi come in italia ci siano 66mila detenuti. Di questi, ben 23.797 (il 34,5% del totale) sono stranieri. I piu' numerosi sono i marocchini (4.515), seguiti da rumeni (3.559), tunisini (2.970) e albanesi (2.918). "Questa tipologia di detenuti - sostiene - determina un'accentuazione delle criticita' con cui devono confrontarsi gli agenti. Situazioni di disagio - aggiunge - accentuate per gli immigrati, che per diversi problemi legati alla lingua e all'adattamento possono sfociare in gesti dimostrativi".