Sanremo, 16 feb. (Adnkronos) - "Finche' ci sono loro, tutti loro, questo Paese non cambiera' mai. Sono tutti uguali. Giuro non stavo parlando dei politici. Anche se andassero tutti a casa loro che cambierebbe? Io non stavo parlando degli eletti, stavo parlando degli elettori. Siamo noi i mandanti. Se li guardi bene, i politici italiani, sono gli italiani". Claudio Bisio riporta la politica sul palco dell'Ariston durante la finale di Sanremo ma capovolge la prospettiva e se la prende con i diffetti degli italiani, quelli che predicano bene e razzolano male, che sono incoerenti, che fanno i furbetti, che si lamentano della pressione fiscale e non pagano le tasse. Al suo ingresso Bisio fa subito riferimento al 'caso Crozza'. Ha una bottiglietta d'acqua in mano e dice: "Me l'ha data Maurizio Crozza. Mi ha detto portati l'acqua". Poi "un applauso senza motivo" al pubblico, "cosi' comunque vada almeno un applauso l'ho preso". Fa un po' di autoironia: "Quello che mi ha fregato e' stato Benigni: inno di Mameli, Costituzione, ha alzato troppo il livello. Io che ho letto solo Topolino", dice facendo finta di voler parlare di personaggi dei fumetti. Poi cambia registro e attacca con il monologo politico. "I politici -dice Bisio- ricalcano perfettamente quello che sono gli italiani. Abbiamo tutto il campionario di quello che siamo noi: ad esempio quelli che vanno al family day con le loro due famiglie. E rispondono io sono cattolico ma a modo mio. Non si puo' essere cattolici a modo proprio. Gesu' non e' un amico". Il monologo e' punteggiato di battute sulla par condicio: "Se sei cattolico e divorzi sono casini. Casini si puo' dire! E' minuscolo. Casini sottili, casini fini". Bisio parla di coerenza ("se sei fascista devi dire che Mussolini ha fatto anche delle cose buone, se sei comunista devi mangiare i bambini mica puoi comprare la felpa da abercrombie"). Poi passa all'onesta'? "Ho visto negozianti lamentarsi della pressione fiscale e non pagare mai uno scontrino. Ho visto sordi lamentarsi della musica alta". Insomma per il comico ci sono "troppi impresentabili tra gli elettori non poche centinaia come tra i politici". Poi propone la sua soluzione: "Sostituire l'elettorato italiano con quello danese, con quello norvegese, chesso'. E poi tu che fai? Vai a votare in Norvegia al posto loro? Ma li' devi prima pagare le tasse fino all'ultimo centesimo, poi forse ti fanno votare. Li' scopriresti che il tuo premier e' una persona normale, che fa una vita normale e va in tv massimo due volte l'anno", sottolinea. La conclusione e' per la rivisitazione di una strofa de 'L'Italiano' di Toto Cutugno: "Lasciatemi cantare con un salmone in mano, vi salvero' il paese, sono un norvegese".