Roma, 22 dic. (Adnkronos) - Khalid Chaouki, deputato del Pd barricatosi nel centro di Lampedusa, è ostinato ad andare avanti con la sua protesta: "Non lascerà il Cie - assicura all'Adnkronos - finché non vedrò azioni concrete, finché non verrà rispettata la legge". Perché nel centro dove è rinchiuso, per sua volontà da questa mattina, "tutto è fuori dalle regole", a partire dalle 219 persone che vivono lì "e che non dovrebbero starci - rimarca - perché non si può restare all'interno del Cie per oltre 96 ore". Eppure tutte vivono lì da ben oltre 4 giorni. Tra questi 219 ci sono anche sette persone -sei uomini e una donna- scampate alla tragedia dell'ottobre scorso, quando al largo dell'isola morirono ben 366 persone, vittime di un naufragio che lasciò l'Europa senza fiato. "All'interno del Centro ci sono condizioni di vivibilità - spiega l'esponente del Pd - ben al di sotto dei criteri di accoglienza umana, e ciò nonostante lo sforzo dei volontari presenti". Gli immigrati che vi stazionano "mangiano dove dormono perché manca la mensa. Ci sono infiltrazioni d'acqua, stanze allagate, bagni non funzionanti". In breve, "una situazione disumana", che tocca anche ai "7 sopravvissuti al naufragio dell'ottobre scorso. E' questa la cosa che sopra ogni altra mi ha fatto scattare la rabbia", la molla della protesta che Chaouki ha deciso di portare avanti a oltranza. Pretendendo "l'immediato intervento del governo. Ora, subito, il prima possibile". (segue)