Roma, 8 lug. (Adnkronos) - Da Lampedusa, "porta dell'Europa, continente troppe volte smarrito nel suo benessere, il vescovo di Roma ha rivolto al mondo una riflessione esigente sul disorientamento contemporaneo scandita dalle domande di Dio che aprono le Scritture ebraiche e cristiane: 'Adamo, dove sei?' e 'Caino, dov'e' tuo fratello?". In un fondo firmato dal direttore, Gian Maria Vian, l'Osservatore romano analizza cosi' il viaggio di Francesco a Lampedusa. "Interrogativi biblici che vanno alla radice dell'umano -si legge- e che Papa Francesco ha ripetuto davanti a molti immigrati musulmani, ai quali aveva appena augurato che l'imminente digiuno del Ramadan porti frutti spirituali, con un'offerta di amicizia che evidentemente supera i confini della piccola isola mediterranea". "Sin dall'annuncio a sorpresa il significato del viaggio di Papa Francesco a Lampedusa e' stato fortissimo -scrive il quotidiano della Santa Sede- non sono parole vuote quelle che sta ripetendo dal momento dell'elezione in conclave il vescovo di Roma preso 'quasi alla fine del mondo'. Il primo viaggio del pontificato, tanto breve quanto significativo, ha infatti voluto raggiungere da quel centro che deve essere esemplare nel presiedere 'nella carita' tutte le Chiese', come ha ricordato presentandsoi al mondo, una delle periferie, geografiche ed esistenziali, del nostro tempo". "Un itinerario scarno nel suo svolgimento -si legge ancora sull'Osservatore- nato dall'ennesima sconvolgente notizia della morte di immigrati in mare, rimasta 'come una spina nel cuore' di Papa Francesco, e realizzato per pregare, per compiere un gesto concreto e visibile di vicinanza e per risvegliare 'le nostre coscienze', ma anche per ringraziare. Alla celebrazione penitenziale di fronte al mondo e alla solidarieta' con i piu' poveri, si sono cosi' aggiunte espressioni non protocollari e spontanee di gratitudine per chi da anni sa accoglierli e abbracciarli, offrendo in questo modo silenzioso e disinteressato 'un esempio di solidarieta" autentica". (segue)