Roma, 9 lug. (Adnkronos) - "Ieri sera, presso l'istituto penitenziario di Viterbo, un detenuto in terapia farmacologica, si e' barricato in cella ferendosi sul corpo e nella bocca con delle lamette e sputando verso gli agenti che stavano intervenendo per farlo desistere, agenti poi rimasti feriti. Dopo essere stato trasportato in infermeria, il detenuto ha aggredito un altro assistente capo mordendolo sul braccio". Lo rende noto il segretario nazionale dell'Ugl Polizia Penitenziaria, Giuseppe Moretti, spiegando che "a farne le spese sono stati un ispettore e due assistenti capo che sono stati accompagnati in ospedale per accertamenti". "Secondo quanto riferito -aggiunge Moretti- la Direzione, pur essendo a conoscenza del fatto che il detenuto fosse in possesso di lamette, non ha autorizzato il ricorso ai mezzi di coercizione fisica, facendo intervenire il personale senza l'ausilio di camici, guanti anti taglio, mascherine e occhiali protettivi perche' non erano immediatamente reperibili". "Questo e' l'ennesimo caso di violenza negli istituti penitenziari del Lazio dove -fa notare il sindacalista- in pochi giorni sette agenti di Polizia Penitenziaria hanno subito aggressioni da parte di detenuti". "Si tratta di una situazione -avverte l'Ugl- che ormai, a causa anche della grave carenza di organico, rischia di esplodere. Chiediamo al governo di intervenire rapidamente affinche' il personale sia messo nelle condizioni di poter operare in sicurezza, a partire dall'applicazione dell'articolo 14 bis sulla sorveglianza particolare che, ad oggi, non viene correttamente attuata". "Esprimendo vicinanza agli agenti rimasti vittime di questa aggressione -conclude Moretti- auspichiamo che il provveditorato del Lazio dia avvio a un'inchiesta per accertare le responsabilita' di quanto accaduto".