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Mediaset, la Cassazione decide il 30 luglio. La difesa: ci penalizza. Pdl all'attacco

L'ultimo atto del processo Mediaset in Cassazione era atteso per la fine dell'anno
domenica 14 luglio 2013

2' di lettura

Roma, 9 lug. (Adnkronos) - La Cassazione ha fissato per il prossimo 30 luglio l'udienza con cui si deciderà se nei confronti dell'ex premier Silvio Berlusconi dovrà o meno essere confermata la condanna a 4 anni di reclusione oltre a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici nell'ambito del processo Mediaset sui diritti tv, dove Berlusconi è accusato di frode. Sarà la sezione feriale a decidere sul ricorso che Berlusconi e gli ex manager Mediaset hanno presentato contro la sentenza della Corte d'appello di Milano dell'8 maggio scorso. Una parte del reato contestato all'ex premier a settembre, in base ai calcoli, cadrebbe in prescrizione. L'ultimo atto del processo Mediaset in Cassazione era atteso per la fine dell'anno. L'udienza fissata dalla Cassazione "penalizza la difesa che, con più tempo a disposizione, avrebbe potuto fare nuovi approfondimenti". La decisione di Piazza Cavour di fissare l'udienza per il processo Mediaset così velocemente lascia "esterrefatto" il professor Franco Coppi, nel pool difensivo dell'ex premier. "Non si è mai vista una cosa di questo genere -afferma il penalista- Si tratta di una fissazione di udienza tra capo e collo penalizzante". L'udienza è stata anticipata notevolmente e assegnata alla sezione della Cassazione che lavora anche in estate, appunto quella feriale che quest'anno è la prima penale. Quanto alla paventata prescrizione di una parte del reato contestato all'ex premier, Coppi fa notare che "in Cassazione di casi di prescrizione intermedia ve ne sono abitualmente. E in questi casi -spiega ancora- sono i giudici a rideterminare la pena senza dover rinviare l'udienza". Ad ogni modo, spiega ancora Coppi, "ci batteremo per chiedere un annullamento con rinvio" della sentenza della Corte d'Appello di Milano emessa lo scorso 8 maggio anche se, come ribadisce, "pensavamo di avere più tempo a disposizione". Insorge il Pdl con Daniela Santanché che invita a superare le "divisioni" e a "passare all'azione". Secondo Sandro Bondi potrebbe verificarsi la "necessità da parte nostra di forme di resistenza seppure non violente". Per Maurizio Gasparri, "non possiamo subire in silenzio e passivamente un'aggressione di questa portata. La risposta deve essere corale, politica, decisa". Secondo Maurizio Lupi, "si accelera il tentativo di eliminare Berlusconi per via giudiziaria. Quanto sta avvenendo è inaccettabile". "E' possibile che scatti una operazione politico-giudiziaria con un doppio obiettivo - è l'analisi di Fabrizio Cicchitto - colpire Berlusconi e destabilizzare un governo".

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