Roma, 10 lug. (Adnkronos Salute) - "E' inderogabile mettere un punto fermo e trovare una soluzione reale ed equilibrata a un problema che non e' piu' sopportabile per i medici. Altrimenti si blocchera' tutto il sistema". E' quanto afferma il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Roberto Lala, che interviene sul tema dell'assicurazione professionale per i camici bianchi. L'Ordine capitolino chiede che alle aziende sanitarie e ospedaliere, pubbliche e private, sia imposto per legge di garantire la copertura assicurativa ai medici che vi operano e di risarcire il danno, una volta accertato, anche qualora le stesse ricorrano allo strumento dell'autotutela amministrativa. "Cosi' da evitare, come oggi accade, che il paziente possa rivalersi direttamente sul medico quando l'azienda non procede al risarcimento o oppone l'impignorabilita' dei beni, persino nel caso in cui le responsabilita' sono addebitabili proprio alla struttura e all'organizzazione e non al singolo professionista", si legge in una nota. Secondo Lala, "occorre un nomenclatore del danno medico che preveda dei tetti per le singole voci, cosi' come avviene in campo infortunistico personale e stradale. A questo va affiancato una sorta di vaso di compensazione per quei risarcimenti che superino i limiti previsti dalla polizza stipulata, sul modello del Fondo vittime della strada. Perche' continuando cosi' - avverte il presidente dei camici capitolini - a rimetterci saranno i pazienti piu' complessi sul piano clinico, proprio quelli che hanno piu' necessita' di essere seguiti e curati: il rischio e' che nessuno vorra' piu' farsene carico per paura di conseguenze penali ed economiche".