(Adnkronos) - Nella seconda meta' degli anni '50 un'infermiera di un ospedale inglese, sorella Ward, osservo' che i bambini ricoverati in letti piu' vicini alle finestre avevano una guarigione dall'ittero piu' rapida. L'azione della luce solare determina infatti la distruzione di alcuni legami chimici nella molecola della bilirubina e pertanto aiuta i normali meccanismi di detossificazione del fegato. Cosi' a partire dagli anni '60 furono studiate numerose soluzioni tecnologiche per sottoporre ad una terapia con la luce (dapprima bianca, poi verde ed oggi blu) i neonati con ittero e man mano che la tecnologia si e' evoluta sono stati introdotti sul mercato nuovi prodotti, sempre piu' efficaci ed ergonomici. La lampada donata dall'Associazione Amici del Salviatino e' una lampada a led di ultima generazione, composta da un pannello a Led che ha quindi il vantaggio di emettere una luce sempre uguale, di lunghezza d'onda definita e costante, compresa tra 400 e 550nm (piccotra450-475nm). Questo intervallo corrisponde allo spettro d'assorbimento di luce della bilirubina ed e' percio' considerato essere il piu' efficace per la sua degradazione. La gestione elettronica dell'emissione di luce permette l'utilizzo di una potenza sempre controllabile ed una maggiore rapidita' nell'efficacia della terapia, senza i rischi delle lampada di vecchia generazione: siccome i Led non emettono, in pratica, radiazioni UV non esiste nessun pericolo di esporre il neonato a radiazioni UV. La luce a Led inoltre non e' accompagnata da razione infrarosse, quindi anche nei trattamenti prolungati la sorgente di luce resta sempre fredda ed anche la temperatura del neonato e' sempre sotto controllo, non aumenta la sua sudorazione e pertanto non c'e' bisogno di idratare il bambino La disponibilita' di numerosi controlli elettronici permette sulla lampada Neoblue prodotta dalla Natus il monitoraggio attento di tutti i parametri importanti durante la terapia.