Roma, 11 lug. - (Adnkronos) - Al 31 dicembre 2011 le organizzazioni non profit attive in Italia sono 301.191, con un incremento del 28% rispetto al 2001, anno dell'ultima rilevazione censuaria sul settore. E' il dato che emerge dal 9° Censimento Istat su Industria e servizi, Istituzioni pubbliche e Non Profit. Più contenuto, ma sempre positivo, il dato relativo all'incremento di istituzioni con addetti (+9,5%) con una crescita del personale dipendente pari al 39,4% rispetto al 2001. Il non profit cresce soprattutto nel Nord e nel Centro Italia, con punte più alte di presenza e attività in Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana e Lazio. Il settore conta sul contributo lavorativo di 4,7 milioni di volontari, 681mila dipendenti, 270mila lavoratori esterni e 5mila lavoratori temporanei. Nel tessuto produttivo italiano, il non profit occupa una posizione significativa: il 6,4% delle unità economiche attive. Il settore della cultura e dello sport assorbe il 65% del totale delle istituzioni non profit, seguito dai settori dell'assistenza sociale (con 25mila istituzioni), delle relazioni sindacali e di rappresentanza (16 mila realtà), dell'istruzione e ricerca (15mila istituzioni). Il peso della componente non profit nell'assistenza sociale è significativo anche in termini di occupazione con 544 addetti ogni 100 nelle imprese. Quasi la metà dei dipendenti impiegati nelle istituzioni non profit (46,9%) è concentrata in Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna. Il censimento delle imprese si è articolato su due livelli: il primo ha consentito di migliorare le misurazioni delle caratteristiche strutturali delle imprese e dell'occupazione e di misurare con precisione i cambiamenti strutturali manifestatisi tra il 2001 e il 2011; il secondo, basato su una rilevazione che ha coinvolto un campione di 260mila imprese, ha approfondito la conoscenza dei fattori di competitività delle unità produttive, con particolare attenzione a quelle di piccola dimensione.