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Cinema: Venezia, preapertura con 'Le mani sulla citta'' di Rosi (3)

domenica 14 luglio 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - Il caso Mattei (1972), Palma d'oro a Cannes, segna il ritorno allo stile del reportage nella ricostruzione delle vicende del presidente dell'Eni (interpretato da Gian Maria Volonte', premiato a Cannes con una Menzione speciale), fino alla sua morte in circostanze mai chiarite, gettando una luce inquietante sulle connivenze tra potere politico e oscure trame destabilizzanti. Il successivo Lucky Luciano (1975), nuovamente con Volonte', ricostruisce gli ultimi anni di vita che il boss trascorre in Italia portando nella tomba i suoi segreti. In seguito, per il suo alto cinema d'impegno, Rosi si rivolge spesso a testi letterari. In Cadaveri eccellenti (1976), premio David di Donatello per il miglior film e la miglior regia, tratto da Il contesto di Sciascia, si sofferma sulla spirale del terrorismo e le compromissioni del potere. Da Carlo Levi trae Cristo si e' fermato a Eboli (1979), David di Donatello per il miglior film e la miglior regia, vincitore al Festival di Mosca, premiato come miglior film straniero ai Bafta, gli "Oscar" britannici. Rosi realizza quindi Tre fratelli (1981), in cui riflette sugli anni di piombo (David di Donatello per la miglior regia e per la miglior sceneggiatura con Tonino Guerra, Nastro d'argento per la miglior regia), e in seguito Carmen (1984) dall'opera di Bizet (David di Donatello per il miglior film e la miglior regia). E' poi la volta di Cronaca di una morte annunciata (1987), tratto dall'omonimo romanzo di Ma'rquez (in Concorso a Cannes), Dimenticare Palermo (1990), scritto con Tonino Guerra e Gore Vidal, e La tregua (1997) da Primo Levi, in Concorso a Cannes, premio David di Donatello per il miglior film e la miglior regia. In gioventu' vicino agli esponenti della cultura napoletana del dopoguerra (Patroni Griffi, La Capria, Ghirelli), Francesco Rosi prima de La sfida si e' formato alla scuola di Luchino Visconti, suo aiuto-regista per La terra trema, ed e' quindi stato aiuto-regista di Michelangelo Antonioni e Mario Monicelli. Nel 2012 la Mostra di Venezia ha attribuito a Francesco Rosi il Leone d'oro alla carriera.

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