Roma, 12 lug. (Adnkronos Salute) - Bambini che non accettano il proprio sesso. Maschietti che si vestono e si sentono femmine e viceversa. Giochi e interessi che spesso spiazzano e confondo i genitori che finiscono per non accettare il desiderio del cambio di sesso. E' il sintomo di una disforia di genere, o disturbo dell'identita' di genere, che puo' manifestarsi fin dalla prima infanzia tra i 3-6 anni. "Ma solo nel 20% di questi casi precoci si sviluppa in seguito un disturbo d'identita' di genere in eta' adulta che si conclude poi con l'intervento chirurgico. Mentre il 50% avra' un orientamento eterosessuale senza nessun problema di identita' di genere e il restante un'omosessualita', anche questa senza difficolta' di genere". Lo spiega all'Adnkronos Salute Maddalena Mosconi, responsabile del Servizio per lo sviluppo dell'Identita' di Genere (Ssig) dell'Azienda ospedaliera S.Camillo-Forlanini di Roma. L'esperta commenta il caso di Tyler, che all'anagrafe si chiama Kathryn, il bambino americano di 6 anni che la famiglia ha deciso di trattare in tutto e per tutto da maschio, come desiderava essere. Confortati da uno specialista che ha diagnosticato proprio una disforia di genere. "In Italia - sottolinea Mosconi - non possiamo pensare che un bambino cambi sesso, come invece accade in Usa. Da noi ci sono molte piu' difficolta' nell'accettare queste manifestazioni. In una cultura piu' aperta come quella anglosassone, la battaglia per quale bagno usare a scuola e' possibile farla gia' a 6 anni". Secondo la specialista nel nostro Paese "l'accettazione di questi ragazzi avviene quando diventano adolescenti, mai prima dei 16-17 anni. Ecco perche' - osserva - consigliamo ai genitori di ascoltare i figli e di assecondarne le richieste, dai vestiti ai giocattoli, ma di farlo soprattutto a casa. Mentre fuori dalle mura domestiche e' meglio scendere a compromessi. Perche' poi il bambino si rende conto di come e' visto dai coetanei". (segue)