(Adnkronos) - "Proprio le dinamiche della globalizzazione -rilevano alla Guardia di Finanza- spingono le multinazionali a cercare nuove forme di ottimizzazione e di pianificazione operativa, per migliorare il rapporto concorrenziale nell'attivita' di business, producendo dove i costi sono piu' bassi e vendendo dove i margini di guadagno sono piu' alti. Si delocalizzano cosi' parti complete della filiera o interi settori produttivi in quegli Stati che adottano un regime tributario vantaggioso. Serbia, Marocco, Polonia e Romania sono risultati, in particolare, i Paesi utilizzati per delocalizzare profitti e redditi". Gli scambi tra societa' dello stesso gruppo, "ambito nel quale i manager della capogruppo possono orientare le scelte di prezzo, devono pero' avvenire entro normali parametri di mercato; viceversa, si rischierebbe di "calibrare" i prezzi di acquisto e di vendita delle merci esclusivamente in funzione del beneficio tributario, con il conseguente spostamento di materia imponibile da uno Stato all'altro". La societa' torinese, "'giocando' sui rapporti con le imprese estere del Gruppo, ha in definitiva praticato prezzi 'di favore' nelle cessioni dei beni (dichiarando meno ricavi) e prezzi 'gonfiati' nell'acquisto dei prodotti finiti (aumentando i costi)". In questo modo e' riuscita a sottrarre al Fisco italiano, negli ultimi 4 anni, 15 milioni di euro ripresi a tassazione dalle Fiamme Gialle, con un'imposta sul reddito evasa superiore a 4 milioni.