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Roma: vendono farmaci per abortire a minorenne, due arresti (2)

domenica 14 luglio 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - I medici, dopo aver effettuato degli accertamenti, hanno riscontrato la presenza di una serie di condizioni riconducibili ai postumi della pratica di un aborto ed hanno avvisato la polizia. Le indagini sono scattate immediatamente e, nonostante iniziali reticenze, gli investigatori sono riusciti a ricostruire l'intera vicenda. Il desiderio di mantenere nascosta alla madre una inaspettata gravidanza ha spinto infatti la giovane, nonostante la disponibilita' a riconoscere i figli da parte del suo fidanzato, a trovare il modo di abortire. La ragazza, attraverso dei conoscenti, e' riuscita a mettersi in contatto con una coppia, composta da una donna e da un uomo, anch'essi suoi connazionali, che avrebbero potuto aiutarla ad abortire. Dopo un primo contatto, i tre si sarebbero incontrati nelle vicinanze di un casolare abbandonato e in quel luogo la donna, A.M.O., 29enne, in cambio di 50 euro ha consegnato un blister contenente otto pasticche, fornendo tutte le indicazioni per la loro assunzione, e garantendole che sarebbe riuscita ad abortire. Dopo aver eseguito la procedura indicatale pero' la giovane ha iniziato ad avere dei problemi: sempre piu' frequenti i dolori addominali e sempre piu' intensi, fino a costringerla a rivolgersi ad un medico del consultorio che, all'oscuro delle cause di quell'aborto, le ha consigliato di rivolgersi ad una struttura sanitaria pubblica. La giovane, che su precisa richiesta della donna le aveva garantito l'anonimato, nascondendo l'intera vicenda anche ai medici, e' caduta in alcune contraddizioni insospettendo il personale sanitario. Sono stati poi gli agenti del commissariato di Ostia, diretto da Antonio Franco, a svolgere gli accertamenti e attraverso l'acquisizione di numerosi elementi sono riusciti a ricostruire la vicenda riuscendo ad identificare la coppia e le loro responsabilita'. C.C., di 30 anni, e A.M.O., sono stati individuati dai poliziotti. Nei loro confronti l'autorita' giudiziaria ha disposto il provvedimento della custodia cautelare in carcere per aver somministrato, dietro il versamento di 50 euro, un farmaco che ha provocato l'interruzione della gravidanza e provocato lesioni gravi che hanno esposto la gestante al rischio della vita.

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