La giornalista e il reporter entrano nel campo profughi di Calais, in Francia, e vengono aggrediti da tre migranti armati di coltello e spray al peperoncino. Momenti di paura per l'olandese Maaike Engels e il collega Teun Voeten, che si sono introdotti nella "giungla" del campo in cui migliaia di clandestini aspettano il momento opportuno per attraversare la Manica e arrivare in Inghilterra. Una città parallela con chiese, moschee, negozi e soprattutto un senso di precarietà diffusa. Il paradosso è che Engels e Voeten in un documentario volevano raccontare dall'interno la sofferenza di quei stessi profughi da cui sono stati picchiati davanti all'obiettivo della videocamere sempre accesa, prima di essere salvati da altri clandestini che hanno rincorso i tre aggressori.