(Adnkronos) - Non manca nemmeno la polemica sul piano politico. A puntare l'indice contro il Comune e lo Stato e' il consigliere territoriale di Lista per Ravenna Pasquale Minichini convinto che "l'incertezza che regna sulla fruibilita' delle Riserve naturali di Lido di Dante sta solo creando tensioni e facendo perdere quel po' di credibilita' che resta del Comune di Ravenna e dell'Ente gestore". Dopo incontri, assemblee, convegni scientifici, seguiti all'incendio dello scorso anno "pareva che fosse stata recepita e concordata da tutti la necessita' di tutelare l'intera area, spiaggia e pineta, dalla presenza invasiva e insostenibile dell'uomo in questi primi due anni". "Invece - prosegue Minichini - pare emergere un continuo mercanteggiare tra l'ufficio Biodiversita' della Forestale, gestore delle Riserve, e coloro che vorrebbero, comunque, fosse resa libera la fruizione della spiaggia a masse incontrollate, come in passato, a scapito di un'area che oggi necessita solo di essere lasciata in pace". "Da parte privata c'e' chi ipotizza la resistenza ai divieti imposti e paventa perfino la valutazione di eventuali azioni legali contro un limite invalicabile; da parte pubblica c'e' chi cambia continuamente le carte in tavola rispetto a quanto concordato inizialmente e approvato all'unanimita' dal consiglio comunale" conclude il consigliere, rimarcando che "in mezzo resta l'economia di Lido di Dante, il cui vero danno e' il lassismo degli amministratori, che ancora non hanno deciso cosa vogliono fare di quel territorio". Intanto c'e' chi aggira ostacoli, reti e divieti arrivando davanti alla zona 'off limits' via mare in barca, optando per la tintarella a bordo, con o senza constume. Ciascuno come preferisce.