Reggio Calabria, 15 ott. (Adnkronos) - "Io credo che la comunità internazionale si debba fare carico di una legislazione molto più chiara e capace di legittimare sempre l'intervento delle forze di polizia giudiziaria al fine di sventare fatti di migrazione commessi clandestinamente con mezzi di fortuna che espongono a rischio per la vita coloro che compiono viaggi della speranza di questo tipo". Lo ha affermato il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, illustrando questa mattina il risultato dell'operazione che ha portato al salvataggio di 226 migranti siriani nella giornata di domenica e al fermo di dieci persone individuate sulla nave madre che aveva abbandonato i migranti su un barcone alla deriva lontano dalla costa italiana. L'equipaggio era composto da altri sette minorenni per i quali è competente la Procura dei Minori. "Un fatto come questo -ha aggiunto Cafiero de Raho- è da qualificare come atto di pirateria, gravissimo, un crimine contro l'umanità. Un crimine che consente a persone prive di scrupolo di trarre ricchezza dalle esigenze di sopravvivenza di popolazioni in grave difficoltà". Il magistrato ha auspicato a una legislazione internazionale più efficace. "Dobbiamo porci dinanzi a un contrasto effettivo, necessario, che per impedire fatti di questo tipo si possa giungere in qualunque momento, luogo, indipendentemente dal fatto che le acque in cui ciò avviene siano territoriali o siano extraterritoriali. Come avviene per il traffico di sostanze stupefacenti e per altri gravissimi reati, anche per casi come questo -ha concluso- io credo si debba superare il limite della territorialità".