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Sicilia: Forzese, defenestrato per 'l'affaire Irsap'

domenica 20 ottobre 2013

2' di lettura

Palermo, 15 ott. - (Adnkronos) - “I veri motivi del mio defenestramento stanno nell’ “affaire Irsap” quello su cui i parlamentari Pd, Rinaldi e Alloro, hanno strappato con la maggioranza di governo e quello per cui i deputati grillini, guidati dal nisseno Cancelleri, hanno cambiato atteggiamento nei miei confronti al punto di dimettersi dalla commissione Affari Istituzionali. Tutto ciò è avvenuto mentre il Pdl ha dapprima teso la mano con il capogruppo D’Asero e poi l’ha tirata indietro quando dalla tribuna dell’Ars ha preso la parola un deputato indagato per corruzione. Tutto ciò è avvenuto mentre in commissione regionale antimafia si secretavano i verbali dell’audizione del presidente Irsap Alfonso Cicero sugli interessi mafiosi nelle attività dell’ente proprio nei territori di alcuni ex componenti della I commissione tanto attivi nella procedura del mio siluramento". Lo afferma Marco Forzese, ex presidente della commissione Affari Istituzionali dell’Ars e deputato regionale dei Democratici riformisti per la Sicilia. "Giovanni Ardizzone, infine, ha raggiunto il suo scopo politico, prestandosi a cose poco chiare, ma spero nella sua buona fede, di sciogliere la commissione ai sensi dell’articolo 38 del Regolamento. E’ un’ipocrisia questa perché tutti sanno come il suo partito, l’Udc, inchiodato nei sondaggi all’1,8%, abbia voluto ostacolare il lavoro di una commissione che, sotto la mia presidenza, ha lavorato bene e con serietà. E non mi sorprende nemmeno che della questione si sia interessato anche il segretario regionale dell’Udc Giovanni Pistorio, pagato dall’amministrazione regionale per fare il funzionario esterno in un assessorato a guida Udc, che ancora oggi in orario di lavoro era a Palazzo dei Normanni per partecipare ad incontri e vertici tra partiti. Ma difatti proprio l’Udc ha impedito il raggiungimento del quorum quando si erano ritrovate le condizioni per far ripartire l’organismo parlamentare. Ma questa è la vicenda di un piccolo partito che mantiene, purtroppo, tre assessori nel governo della regione e il presidente dell’Ars”.

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