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Venezia: 'Palazzetto 113', a Dorsoduro un piccolo hotel 'ritrovo dell'anima'

domenica 20 ottobre 2013

2' di lettura

Roma, 15 ott. (Adnkronos) - Santa Maria della Salute e' giusto al di la' del ponte. Qualche metro e si arriva a Punta della Dogana. Nello spazio senza tempo del sestiere di Dorsoduro, proprio a fianco della cupola barocca della Chiesa della peste, c'e' un ritrovo per l'anima. Nascosto sul canale, basta attraversare un ponticello e spunta il 'Palazzetto 113'. Un'antica dimora cinquecentesca, di appena due stanze, raffinata e discreta. Sulla facciata spiccano gli sguardi di sette teste di moro in ceramica di Caltagirone, ricordo di una Sicilia lontana. E testimonianza di una cifra di stile, dove si combinano tra loro oggetti di epoche e culture diverse. Un piccolo cinghiale in ferro battuto sulla sommita' del portoncino vi accoglie all'ingresso. In questo luogo nascosto e' facile perdersi. Il risveglio e' scandito dai rintocchi delle campane della basilica. Ci sono solo due stanze. L'opulenza del barocco si mischia a materiali e tagli orientali. Le pareti damascate della 114 con i vasi di Murano a far bella mostra sul letto king size ne sono la prova. Le stampe antiche, i cuscini sui divani del salotto davanti al caminetto danno un tocco vittoriano all'ambiente. La room 115 combina colori forti come il prugna e il nero con le tonalita' pastello della belle 'epoque. Le piccole pietre a mosaico colorato e i marmi dei bagni 'spezzano' i toni più scuri delle pareti della zona letto. La colazione viene servita direttamente in camera: vi portano una cesta con caffè, croissant e pane serviti caldi e appena sfornati. Salite all'ultimo piano: in terrazza, piccoli leoni di marmo vi terranno compagnia mentre vi godete un panorama suggestivo e inedito della laguna. Ai fratelli Campa, interior design veneziani e creatori di piccoli hotel di charme, piace mischiare, accostare il diverso, stupire, in un gioco di stili che nasce dall’esotismo di fine XVII secolo grazie alle importazioni in Europa di sete cinesi stampate con uccelli, foglie e fiori. "A Palazzetto 113 ci si sente a casa con tutte le comodita' di un albergo", dice Nicola. Alessio spiega la filosofia del progetto: "E' un concetto nuovo di ospitalità', un luogo dove rifugiarsi e stare bene con se stessi".

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