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Giochi: Majorino, bene legge regionale, ora piu' potere ai Comuni

domenica 20 ottobre 2013

2' di lettura

Milano, 15 ott. (Adnkronos) - "Bene l’approvazione della legge avvenuta oggi all’unanimità in Consiglio regionale, ora lavoriamo tutti per dare più poteri ai Comuni e per difendere i nostri cittadini dal proliferare delle sale da gioco e delle slot machines". Così Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, commenta l'approvazione della legge sul gioco d'azzardo da parte del Consiglio regionale della Lombardia. Riguardo ai poteri attribuiti agli enti locali, secondo Majorino, bisogna "fare ancora molti passi avanti. Le amministrazioni devono poter disciplinare gli orari di apertura e chiusura dei locali dove oggi è possibile giocare in ogni momento della giornata. Lo scorso giugno abbiamo costituito la Rete contro il gioco per coordinare le azioni di chi è già attivo sul territorio e dare una risposta alla crescente richiesta di aiuto delle vittime del gioco d’ azzardo patologico". L'assessore ricorda poi l'appuntamento per "il prossimo 2 dicembre" quando "con la Rete scenderemo nelle piazze e per le strade della città, con una manifestazione pubblica, per dire no al gioco e alle slot machines". Per Majorino "la vera sfida è prevenire i drammi personali e familiari che il gioco d’azzardo patologico genera, contrastando con ogni mezzo la diffusione impazzita di sale, slot machines e videopoker e potenziando i servizi di assistenza e recupero presso le Asl e i Comuni. La scorsa settimana abbiamo ospitato a Palazzo Marino i rappresentanti di oltre 300 amministrazioni pubbliche che hanno sottoscritto una proposta di legge di iniziativa popolare per regolare la diffusione del gioco d’azzardo. Presto partirà la raccolta di firme e anche Milano farà la sua parte". Perciò, sottolinea in conclusione l'assessore, "chiediamo a Regione Lombardia di non proseguire con i tagli delle risorse destinate ai Sert, tagli sin qui praticati e destinati a fare danni proprio nella direzione dei soggetti maggiormente a rischio. Crediamo che questa possa essere occasione di ripensare, nella triangolazione tra Comune, Asl e Terzo Settore, i servizi sul territorio riguardanti il contrasto di ogni dipendenza".

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