Roma, 16 ott. (Adnkronos) - Le proposte di legge a firma dei deputati del Partito democratico Donatella Ferranti e Sandro Gozi, che introducono modifiche al codice di procedura penale in materia di misure cautelari personali, presentano alcuni elementi di criticità. A evidenziarlo è l'Associazione nazionale magistrati, i cui vertici, il presidente Rodolfo Sabelli e il segretario Maurizio Carbone, sono stati ascoltati in Commissione Giustizia alla Camera sul merito delle proposte. "Abbiamo forti perplessità sul fatto che abbiano effetti sul sovraffollamento delle carceri", sottolineano. In particolare nella proposta di Gozi, a giudizio di Sabelli e Carbone, l'applicazione delle misure cautelari è legata "alla reiterazione del reato, e limitata quindi ai soli casi di delinquenti abituali". Pertanto "rischia di essere legata solo alla personalità dell'indagato e non alla tipologia del reato", con potenziali "effetti distorsivi" e con il possibile "paradosso dell'applicazione al piccolo rapinatore ma non al corruttore". Perplessità anche sul ddl Ferranti, che prevede che "il pericolo di reiterazione non si desume dalle modalità del fatto". Complesivamente, dunque, "il limite delle proposte è che vengono introdotti limiti eccessivi ai poteri discrezionali dei magistrati, con l'effetto di rendere più difficile l'applicazione della custodia cautelare per casi anche pericolosi e con uso di violenza".