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Approvato l'emendamento Mongiello-Realacci per cibo di qualità a scuola

Dl 104/2013 in Commissione Cultura
domenica 20 ottobre 2013

2' di lettura

Roma, 16 ott. - (Adnkronos) - “Sostenere il consumo di prodotti agroalimentari di qualità, come quelli biologici e a filiera corta legata al territorio, nonché il modello nutrizionale della dieta mediterranea, fa bene alla nostra economia, all’ambiente e alla salute dei nostri studenti”. Così i deputati Colomba Mongiello della Commissione Agricoltura della Camera, ed Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentano l’approvazione dell’emendamento Mongiello-Realacci sul cibo di qualità nelle mense scolastiche al dl 104/2013 in Commissione Cultura a Montecitorio. “Riservare una quota adeguata di cibi di qualità nei servizi di refezione scolastica – proseguono Mongiello e Realacci - è un modo semplice per promuove la buona agricoltura, magari a km0, la stagionalità dei prodotti, la sana alimentazione, rispettando l’ambiente e rinsaldando il rapporto tra consumatori e produttori. In un Paese come il nostro, che vanta il primato europeo di prodotti tipici con ben 252 denominazioni di origine riconosciute e circa 4.700 specialità tradizionali censite in tutte le regioni, scegliere prodotti biologici, di qualità e a filiera corta per i nostri studenti significa anche compiere un’importante azione di educazione alimentare e contribuire a mantenere viva una tradizione culinaria e culturale che rappresenta un patrimonio nazionale”. L’emendamento al decreto legge 104/2013 ‘Misure in materia di istruzione, università e ricerca’ presentato da Mongiello e Realacci prevede che il cibo di qualità e i prodotti della dieta mediterranea dovranno essere inseriti nei menu delle scuole italiane, dagli asili nido alle superiori, e a fornirli saranno le aziende tradizionali e biologiche del territorio. La prescrizione vale per tutte le strutture pubbliche che “abbiano come utenti bambini e giovani fino a diciotto anni di età” e prevede in capo ai “soggetti appaltanti” l’obbligo di prevedere “una adeguata quota di prodotti agricoli ed agroalimentari provenienti da sistemi di filiera corta e biologica, nonché una riserva di punteggio per le offerte di servizi e forniture rispondenti al modello nutrizionale denominato dieta mediterranea, consistente in un'alimentazione in cui prevalgano i prodotti ricchi di fibre, in particolare cereali integrali e semintegrali, frutta fresca e secca, verdure crude e cotte e legumi, nonché pesce, olio extravergine d'oliva, uova, latte e yogurt, con una limitazione nel consumo di carni rosse e zuccheri semplici”.

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