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Sanita': Pd Piemonte, chiarezza su appalti e proroghe contratti Asl To1

domenica 20 ottobre 2013

2' di lettura

Torino, 16 ott. - (Adnkronos) - “Abbiamo pesanti dubbi sulle modalità di gestione degli appalti e delle proroghe contrattuali dell’Asl To1 dove le gare per i fornitori sembrano essere l’eccezione mentre la proroga parrebbe essere diventata la regola”. A denunciarlo è il Pd piemontese con un dossier presentato oggi dal consigliere regionale Davide Gariglio, insieme al Capogruppo Aldo Reschigna e al collega Nino Boeti. Dai dati richiesti alle Asl dalla Commissione regionale d’indagine sulla sanità “abbiamo riscontrato un uso abnorme dell’istituto della proroga - spiega Gariglio - a fronte di numerosi contratti scaduti tra il 2007 e il 2012, e ci chiediamo: le proroghe degli appalti rientrano nei limiti stabiliti dalla legge? Con quali atti formali sono state adottate queste proroghe, visto che a oggi non ci sono stati forniti gli estremi delle determine?". "Non vorremmo che si trattasse di una prosecuzione tacita dei contratti scaduti, senza alcun atto formale. E stiamo parlando di importi considerevoli, nell’ordine di circa 10 milioni di euro l’anno”. Non solo. “In alcuni casi sono state effettuate e aggiudicate gare per la scelta del fornitore – aggiungono - ciò nonostante sembra si continui ad acquistare sulla base di contratti scaduti e non sulla base di quelli nuovi”. Per questo il Pd chiede immediate spiegazioni all’assessore Ugo Cavallera, a cui era stata inviata una lettera lo scorso 31 maggio “che è rimasta senza risposta” rilevano i consiglieri. Inoltre “questo nuovo dossier conferma che, mentre le Federazioni non svolgevano alcun ruolo ma costavano 1 milione e mezzo di euro, le Asl hanno continuato ad operare come meglio credevano. Noi non accettiamo di far passare tutte queste cose nel dimenticatoio” dicono chiedendo alla giunta Cota la documentazione richiesta, un’ispezione della Regione e di concentrare in un portale gli albi pretori di tutte le Asl e Aso piemontesi. E se non avranno risposte “il prossimo passo sarà un esposto in Procura” concludono.

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